Italia
Sistema Ambiente, multa ai vertici per rumori e odori
Ammessi all’oblazione il presidente e il procuratore speciale dopo le denunce di nove residenti di via dei Pasquinetti
LUCCA. Finiscono sotto processo e sono costretti a pagare un’ammenda per chiudere i conti con la giustizia.. Un’oblazione che supera le cinquecento euro e che riguarda i reati di disturbo del riposo delle persone e getto pericoloso di cose. Si tratta dei vertici di Sistema Ambiente: il presidente del consiglio di amministrazione della società, Matteo Romani, 45 anni, di Monte San Quirico e il procuratore speciale con potere di rappresentanza legale e di controllo dell’attività aziendale, Roberto Paolini, 68 anni, di Antraccoli.
A denunciarli nove abitanti di via Pasquinetti a San Pietro a Vico che non riuscivano più a riposare per i rumori e gli odori dell’impianto di raccolta di rifiuti solidi non pericolosi. I fatti risalgono ad un periodo antecedente e comunque sino al settembre 2017.
LE ACCUSE
I nove abitanti di via Pasquinetti le cui case sono nel raggio di poche centinaia di metri dall’impianto di raccolta nell’esposto-denuncia presentato alla procura della Repubblica lamentavano essenzialmente due cose: i rumori e i cattivi odori. Stando ai denuncianti i rumori continui disturbavano le occupazioni e il riposo delle persone. Nello specifico i rumori si facevano assordanti durante l’organizzazione e l’esecuzione dell’attività di trasporto, la movimentazione e la ricarica dei cassoni scarrabili compattatori, la retromarcia dei mezzi e la selezione dei rifiuti solidi nell’impianto. L’intensità e il fastidio avveniva sia alle prime ore del mattino, sia durante l’intero orario di lavoro impedendo il riposo ai residenti. Ma oltre al forte e insopportabile rumore, i nove firmatari dell’esposto sostenevano che dall’impianto venivano emessi gas e vapori maleodoranti. Nello specifico, stando all’accusa, proprio durante la movimentazione e la selezione dei rifiuti nell’impianto di via Pasquinetti venivano emessi odori nauseabondi e pungenti talmente intensi da impedire ai residenti la fruizione degli spazi esterni alle loro abitazioni. In quel modo le persone erano obbligate a tenere le finestre chiuse. Ma nonostante le precauzione, stando all’accusa, la diffusione dei cattivi odori avveniva anche dentro le case. Proprio in relazione alle pene decisamente modeste i vertici di Sistema Ambiente hanno preferito uscire dal processo ottenendo dal giudice l’ammissione all’oblazione. —
Luca Tronchetti
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