Sicurezza
Matteo, un addio difficile da accettare
Famiglia in lacrime e tanti amici commossi al funerale del quindicenne morto sabato notte in un incidente stradale
CAPANNORI. È sempre difficile dire addio, dirlo a un ragazzo di 15 anni, all’alba della vita, diventa quasi impossibile. E nessuno può essere preparato a farlo. Eppure proprio questo hanno dovuto affrontare i familiari e gli amici di Matteo Ferlenda, il ragazzo morto nella notte tra sabato e domenica in un incidente stradale mentre, in sella al suo scooter stava percorrendo via del Casalino.
E ieri, a quasi una settimana di distanza da quella terribile notte, nella chiesa di Capannori c’è stato il triste momento dell’ultimo saluto a Matteo. Tra i primi a presentarsi proprio loro, gli amici. Molto in anticipo sull’inizio della cerimonia hanno cominciato ad arrivare, radunandosi attorno al monumento accanto alla chiesa, abbracciandosi cercando di darsi forza reciprocamente. Poi, man mano che passavano i minuti il sagrato della chiesa ha cominciato a riempirsi. Tanti, tantissimi non hanno voluto mancare a questo momento. Molti ragazzi dicevamo, ma anche tanti adulti. Parenti, amici di famiglia e anche insegnanti di Matteo, che, provando inutilmente a nascondere le lacrime, cercavano di far forza ai compagni di scuola del ragazzo. Poi l’arrivo del carro funebre. All’interno la bara bianca con il corpo di Matteo. Bara davanti alla quale si trattengono a lungo, sconvolti dal dolore, i familiari del ragazzo.
All’ingresso in chiesa tanta gente. La famiglia e i parenti più stretti sono ovviamente in prima fila, e più vicini all’altare si mettono anche i ragazzi con cui Matteo condivideva i suoi momenti di studio o di spensieratezza come ogni altro adolescente. Non tutti, anzi, quasi nessuno, riesce a trattenere le proprie emozioni mentre don Marcello recita la sua omelia. «I nostri progetti di vita non sempre coincidono con il disegno che il Signore ha previsto per noi – ha detto il parroco – un disegno che a volte non è facile da comprendere. In questo caso Dio ha voluto Matteo accanto a se».
Alla fine della cerimonia, con il passaggio dell’incenso e la benedizione con l’aspersorio, in molti non ce l’hanno fatta più a trattenere le lacrime, lasciandosi andare al pianto, accompagnando la chiusura del rito con un applauso composto e sentito.
Fuori dalla chiesa uno striscione, opera degli amici del ragazzo “Ci sarà sempre un po’di te in noi, ci sarà sempre un po’di noi in te”. Quindi il corteo alla volta del cimitero. Dietro il carro funebre, a piedi, tante persone. Davanti a tutti i genitori, con la mamma che teneva in mano un piccolo peluche bianco, un pupazzetto che probabilmente aveva fatto compagnia al Matteo ancora bambino. —
Luigi Spinosi
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