Gioco
«Credete nel futuro, non abbiate paura» Renzi fa il pieno al teatro dei Differenti
L’ex premier lancia strali al governo gialloverde e parla della vicenda familiare: «Mi auguro che il processo si faccia subito»
«Futuro, non paura». Lo ripete come un mantra Matteo Renzi, accolto ieri a Barga in un teatro dei Differenti gremito in platea e in ogni ordine di palchi. Un’altra giornata del tour serratissimo per presentare il nuovo libro, “Un’altra strada - Idee per l’Italia di domani”. Tra il pubblico c’è gente di tutta la Mediavalle e Garfagnana. Fuori dal teatro, con lo striscione, il comitato contro l’inceneritore che Kme vuole costruire nel sito industriale di Fornaci. Nelle prime file della platea, i fedelissimi di oggi non sono più tutti quelli di qualche anno fa. Non c’è, l’assessore regionale Marco Remaschi, ex renziano di ferro oggi sostenitori di Nicola Zingaretti alle primarie Pd. C’è la segretaria regionale Pd Simona Bonafè, ci sono i senatori Francesco Bonifazi e Umberto Buratti (già sindaco di Forte dei Marmi), i consiglieri regionali Stefano Baccelli e la barghigiana Ilaria Giovannetti, il segretario territoriale Mario Puppa, i sindaci Patrizio Andreuccetti di Borgo a Mozzano (in corsa per la rielezione) e Andrea Tagliasacchi di Castelnuovo, l’assessora lucchese Valentina Mercanti e la consigliera Pd Silvia Del Greco. Oltre al sindaco di Barga Marco Bonini, a riceverlo all’ingresso del paese, e il senatore Andrea Marcucci, che accompagna Renzi e lo presenta sul palcoscenico, vero padrone di casa. Tra il pubblico, anche un inatteso Mario Puglia, sindaco di Vagli, politicamente niente a che vedere col Pd.
La battuta pronta, il piglio di chi il palcoscenico lo sa tenere, ma segnato dalla vicenda familiare dei genitori ai domiciliari per presunte false fatturazioni e bancarotta fraudolenta: per un’ora piena, in un monologo a braccio, Renzi ripercorre i suoi ultimi dieci anni sulla scena politica, salta dal passato ai giorni nostri e gli affondi al governo gialloverde non mancano davvero. «Per la prima volta non sono candidato a niente - dice - e allora perché un libro? Paradossalmente ce n’è più bisogno ora che prima, perché siamo in presenza di una battaglia culturale e in politica preoccupa chi fa passare il messaggio che la competenza non è importante. Ai ragazzi io dico invece “dovete studiare, niente pappa scodellata, bisogna spaccarsi la schiena”: l’Italia è ripartita con la gente che ha fatto fatica. Oggi bisogna credere all’Europa e non al sovranismo. Il futuro non è brutto come racconta Salvini. Invece nel libro dico “credete al futuro”. Il governo di Lega e Cinquestelle sta preparando la manovra: sarà la retromarcia del popolo. A giugno aumenteranno tasse e Iva, perché sono incompetenti e cialtroni. E giocano sulla paura». C’è anche una buona dose di autocritica. «Sono stato una capra - afferma Renzi -, perché negli anni del nostro governo non sono riuscito a comunicare quello che avrei dovuto e anche quello di cui sono stato accusato l’ho sottovalutato, ho sottovalutato le fake news che mi hanno danneggiato». Quanto «alla vicenda dei miei - aggiunge - dico solo che vanno a processo. E, avendo letto le carte, mi auguro che venga fatto velocemente. Da figlio, potete immaginare il mio maceramento interiore». Sulle primarie Pd annuncia che «non metterò bocca, sono già stato due volte segretario con il 70 per cento dei consensi. Auguro al segretario che verrà di non essere trattato come me: non farò polemica alle correnti interne. Mi hanno rinfacciato di avere detto no ai Cinquestelle: ho salvato il Pd da un abbraccio mortale». E giù applausi. Poi a firmare le copie del libro, “assediato” dai simpatizzanti. —
Altro servizio a pag. 6
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