Toscana
Il sorriso, il coraggio, l’altruismo: Olivo Ghilarducci ricorda l’amica
L’ ex sindaco e consigliere regionale, ripercorre il suo sodalizio con la Bertolucci Prima sua alunna a scuola, poi sua collega in politica. «Generosa come il babbo Cecchino»
il ritratto
Barbara Antoni
«Il suo babbo, “Cecchino”, era il veterinario del paese e insegnante di matematica alle medie, come me in quel periodo. Mi diceva spesso: “Dei miei tre figli, Maria Pia è quella che mi somiglia di più”. “È generosa come te”, gli rispondevo».
Olivo Ghilarducci, ex sindaco di Capannori, ex consigliere regionale e docente universitario, alle 12 di ieri mattina, 21 febbraio, ancora non ci crede. La notizia della morte di Maria Pia Bertolucci è un dolore troppo forte per lui: la sua vita e quella di Maria Pia si sono incrociate tante volte, in momenti diversi, sempre in un clima di grande stima e collaborazione. «Era mia alunna quando frequentava le scuole medie a Capannori - ricorda Ghilarducci - all’epoca insegnavo matematica là. Me la ritrovai più tardi in consiglio comunale, quando ero sindaco a Capannori».
Erano i primi anni Novanta; dopo mani Pulite, la Dc, di cui erano entrambi esponenti, si stava sgretolando. «La Dc era sparita anche da noi - rammenta Ghilarducci -. Per come stavano andando le cose, rischiavo di trovarmi in minoranza. Maria Pia, con la sua intelligenza e sensibilità, venne da me per dirmi che si era resa conto che il suo appoggio per me poteva essere determinante per mantenere la guida del Comune e si offrì per questo di fare il vicesindaco. Fu spinta solo dal senso di responsabilità: fu il mio vicesindaco nell’ultimo anno della legislatura, fra il ’94 e il maggio del ’95».
Terminata l’esperienza amministrativa a Capannori, Ghilarducci e Maria Pia Bertolucci si ritrovarono ancora compagni di scranno, questa volta in consiglio regionale, nel quale erano stati entrambi eletti a maggio del 1995.
«Eravamo entrambi capigruppo di maggioranza - continua il ricordo dell’ex sindaco di Capannori -, io per il Partito Popolare di Gerardo Bianco, lei per il Patto Segni, nella giunta di Toscana Democratica con presidente Vannino Chiti. Lei era una che sorprendeva, anche lo stesso presidente; una che non stava alle regole e non prendeva ordini: diceva sempre la sua, sorridendo».
Il sorriso, il coraggio, l’altruismo: caratteristiche che facevano tutt’uno in Maria Pia. «Ho sempre ammirato - confessa Ghilarducci - le cose straordinarie che faceva, il coraggio che aveva, questa ragazza. Non si è mai fermata davanti a niente. Rivestendo i tanti incarichi che ha rivestito, nel volontariato, ma anche come presidente di cooperative, non si è mai tirata indietro. Quanti mutui ha firmato per gli investimenti necessari alle strutture che gestiva: metteva se stessa come garanzia. “Perché sei così?” le ho domandato più volte. “Mi fa piacere essere così”, mi rispondeva».
Apprendere della scomparsa di Maria Pia, è stata un’amara sorpresa per l’amico Olivo. «Fino in fondo si è comportata normalmente - rivela -, l’ultima volta l’ho incontrata pochi giorni fa. Della malattia non parlava mai; aveva una grande fede in Dio, credo che l’abbia aiutata tantissimo. Maria Pia lascia molto dietro di sé. Lascia le cose notevolissime che gestiva, lascia il suo amore per Capannori e per Lucca, che dimostrava ogni giorno con il suo lavoro». —
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