Finanza
«Abusi sulla nipote» Chiesti 8 anni e mezzo
lucca. Una condanna a 8 anni e mezzo per violenza sessuale nei confronti della nipote morta suicida nell’estate 2009.
È la richiesta del pm Flavia Alemi (collegio con Salutini presidente e Grieco e Giovannelli a latere) nei confronti dello zio della ragazzina, un 66enne residente in Lucchesia.
Aveva sedici la vittima di una tragedia raccontata in Tribunale per una situazione familiare di marginalità con problemi di tossicodipendenza dei genitori. Una situazione che l’aveva portata ad avvicinarsi allo zio, il fratello della mamma, pronto ad aiutare la famiglia con somme di denaro di cui è rimasta tracciata attraverso vaglia postali.
Per l’accusa l’uomo aveva avuto più volte rapporti sessuali con la nipote dopo aver passato la serata in compagni degli altri familiari ed essere rimasti da soli in auto. Lui ha sempre negato avances verso la sedicenne. «La portavo a mangiare i frappè in gelateria e a mangiare la piazza con la mamma» è stata la sua difesa. È una storia che risale a oltre dieci anni fa. L’adolescente, afflitta da tormenti interiori anche per un’assenza dei genitori, aveva già tentato il suicidio. Nell’agosto 2009 prova di nuovo e ci riesce con un’overdose di metadone. Lo zio entra nella vicenda dopo la morta della ragazzina. Riversa in una lettera il suo male di vivere, la sua disillusione verso familiari e adulti in genere. Nell’indagine della squadra mobile viene sentita una donna, vicina alla ragazza e alla scuola da lei frequentata, che riferisce delle confidenze delle 16enne riguardo alle attenzioni dello zio.
Prossima udienza il 3 aprile con le arringhe dei difensori Ezio Menzione e Alessandra Zarra e l’eventuale sentenza. —
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