Il dolore
Vittima di stupro sarà ascoltata in aula dal gup
L’imputato sostiene di non aver abusato della giovane percossa con un bastone e che ha perduto l’udito da un orecchio
È in carcere da 15 mesi accusato di reati gravissimi: stupro, sequestro di persona, lesioni, violenza privata, minacce. Ma nonostante la lunga detenzione sostiene, a distanza di tanto tempo (era il 21 novembre 2017), di non aver abusato della sua ex ragazza. Una strenua difesa per negare l’avvenuta violenza sessuale. Anzi, sostiene che quella notte non ci fu alcun rapporto sessuale. Così il giudice dell’udienza preliminare decide di sentire la vittima che verrà ascoltata nell’udienza camerale del 20 marzo in cui si deciderà sul rinvio a giudizio del presunto autore del crimine che, alla luce di quell’audizione, potrebbe pure scegliere un rito alternativo con riduzione della pena.
I FATTI
Una vicenda che riguarda due adolescenti: lui, 19 anni, albanese; lei, 18 anni, italiana. Si frequentano da un paio di mesi quando nella notte tra il 21 e il 22 novembre per l’accusa lui progetta una notte d’amore, ma in realtà si trasforma in una belva feroce. Blocca la diciottenne e la immobilizza al letto, la priva della libertà chiudendo la porta a chiave, impedendole di allontanarsi e di usare il telefonino per chiamare aiuto. A quel punto la percuote. Le cagiona la sospetta frattura del polso sinistro, escoriazioni, ematomi e pesanti tumefazioni in ogni parte del corpo. Poi la stringe alla gola, la colpisce di nuovo con i pugni, ma soprattutto con l’uso di un bastone le procura una lesione permanente al timpano dell’orecchio sinistro con perdita totale dell’udito.
SINDROME DI STOCCOLMA
L’albanese, che era già finito in manette per una rapina ai danni di una commerciante cinese avvenuta a Zocca (Modena), sin dalle ore successive all’arresto aveva sostenuto una tesi diametralmente opposta: si era difeso dalla furie di lei che lo aveva picchiato con un bastone. E a supporto della sua tesi, assai fuorviante e inverosimile, aveva allegato un certificato medico in relazione ai lividi e alle ecchimosi in alcune parti del corpo. Stando alla squadra Mobile della polizia la vittima dei maltrattamenti, la ragazzina appena maggiorenne, era caduta in uno stato di dipendenza psicologico-affettiva. In buona sostanza era affetta dalla Sindrome di Stoccolma che si manifesta in alcuni episodi di violenza fisica, verbale e psicologica quando un soggetto debole prova un sentimento positivo nei confronti dell’aggressore che può spingersi sino alla sottomissione volontaria instaurando una sorta di alleanza e solidarietà tra vittima e carnefice. —
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