Il Tirreno

Lucca

la diatriba 

Il Comune sfratta dalla sua sede il Museo della Liberazione

B.A.
Il Comune sfratta dalla sua sede il Museo della Liberazione

L’esposizione avrebbe dovuto riaprire a giorni come Museo della Memoria Simonetti (Atvl): «Non me lo sarei mai aspettato. Non andremo mai via da lì»

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lucca. Il Comune sfratta il Museo della Memoria dalle stanze al piano terra di Palazzo Guinigi in via Sant’Andrea. Una comunicazione secca, che fa seguito al precedente annuncio dell’Associazione Toscana Volontari della Libertà (Atvl) sull’imminente riapertura della struttura, che da Museo della Liberazione, come è da quasi dieci anni, sarebbe diventata Museo della Memoria, secondo un’accezione più ampia anche delle attività previste con l’esterno. «In merito alla nota diffusa dall’Atvl e dall’associazione Amici del Museo Storico della Liberazione - viene spiegato - l’amministrazioe comunale precisa di non avere sottoscritto alcun accordo per la riapertura del museo al piano terreno di Palazzo Guinigi nelle prossime settimane. Le collezioni conservate nel museo storico della Liberazione dovranno lasciare Palazzo Guinigi per permettere l’avvio dei lavori di restauro e riqualificazione del piano terreno, realizzati con il contributo della Regione Toscana e in programma già da tempo. Tutto il materiale esposto, in accordo con i proprietari, potrà essere collocato in un deposito adeguato e utilizzato per esposizioni tematiche temporanee in attesa della realizzazione della Casa della Memoria e della Pace, progetto che ha preso il via dall’adesione del Comune di Lucca alla reate europea della Liberation Route».

Interpellata dal Tirreno, la presidente dell’Atvl Lucca, Simonetta Simonetti, è sconcertata: «Non andremo mai via da lì - annuncia - pensavo che il Comune fosse felice della riappacificazione con gli Amici del Museo per la quale eravamo stati tramite. Mai mi sarei aspettata una cosa del genere». Secondo la ricostruzione di Simonetti, la vicenda sui locali del museo è precipitata negli ultimi giorni, «dopo un incontro prima con l’assessora Ilaria Vietina (delega alla Memoria, ndr) e poi con un dirigente comunale. Pensavamo che tutto si fosse aggiustato. Nessuno dal Comune ci ha avvertito che avrebbero fatto una comunicazione ufficiale del genere. A questo punto penso che vogliano farci subentrare qualcun altro nella gestione del futuro museo».

«Le associazioni interessate hanno avuto tutte le comunicazioni del caso attraverso il dirigente comunale che segue la vicenda - è la versione dell’assessora Ilaria Vietina -. Avevano saputo tutto da noi. Poi hanno avuto alcuni confronti interni. Secondo quanto annunciato, i locali dovevano essere già liberi. Non credo comunque che si potrà andare oltre la fine di febbraio o l’inizio di marzo». A quando la Casa della Memoria e della Pace? «Ci stiamo lavorando - risponde Vietina -. Faremo presto sapere di più». Non è nuova la diatriba tra associazioni che curano il Museo della Liberazione e Comune sull’occupazione degli spazi di Palazzo Guinigi: all’inizio del 2015 la vicenda era già scoppiata, poi l’allarme sfratto, in quel momento, era rientrato. —

B.A.

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