Il Tirreno

Lucca

urbanistica 

«Nessun vantaggio del progetto dello Steccone»

Emanuela Ambrogi
«Nessun vantaggio del progetto dello Steccone»

Le associazioni di San Concordio replicano al Comune «Non si è voltato pagina rispetto alle idee originarie Intervenga la Corte dei conti»

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lucca. «No, cara assesssore Mammini, proprio non riusciamo a coglierla, la grande opportunità di avere un parcheggio interrato sotto la darsena dell'antico porto, dagli alti costi di gestione, a pagamento, a servizio del centro storico, che grava sull'incrocio tra via Consani e via Formica, uno degli angoli più congestionati e caotici della città». Questa la replica all’amministrazione del Comitato di quartiere per San Concordio e dell’Associazione culturale quartiere San Concordio. «E nemmeno comprendiamo - proseguono - il vantaggio di avere una grande tettoia, chiamata piazza coperta, di uso incerto e indefinito, di cui nessuno sentiva la necessità: non ce ne era forse già abbastanza di tettoie inutilizzate tutto attorno all'area Gesam, a cominciare da quelle delle ex officine Lenzi e della ex Lombardi, per non dire del Chiesone, per doverne aggiungerne delle altre, giusto per non correre il rischio che ci rimanga un pezzetto di terra non cementificato.È vero che il Chiesone non era interamente di proprietà del Comune nel 2016, ma oggi lo è; è vero che ci sono meno volumi fuori terra, lo sappiamo benissimo, ma il progetto è in perfetta continuità con lo Steccone originale, di cui porta l'impronta e la struttura, la pagina non è stata voltata, come pure lei stessa, assessora, aveva promesso, ragione per cui molti di noi di S.Concordio la abbiamo votata. Quanto al timore della Corte dei Conti, sarebbe bene che la giustizia contabile attenzionasse il vecchio e il nuovo progetto, e verificasse se si sono allora spesi bene 3 milioni e mezzo, per fare letteralmente un buco nell'acqua, e se ci si accinge oggi a spendere male gli altri 6 milioni e mezzo, perchè quel buco nell'acqua abbia la parvenza di un senso. La real-politik non è portare avanti a tutti i costi gli errori del passato, moltiplicandone all'infinito gli oneri, è anche capire quando non è il caso di insistere». —

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