Il dolore
Conte of Florence, quattro indagati
Imprenditore spacciatosi per consulente del colosso Ali Baba ed ex campione del mondo di rugby ritenuti ideatori del raggiro
Per l’accusa dietro al colossale tentativo di truffa milionaria ai danni della «Conte of Florence Distribution spa» c’erano un noto imprenditore sorrentino, conosciuto nell’ambiente del calcio, e un ex campione del mondo di rugby. Ad entrambi il sostituto procuratore Aldo Ingangi ha inviato l’avviso di conclusione delle indagini con l’accusa di truffa aggravata. Si tratta di Antonino Pane, 64 anni, di Sorrento e Johannes Petrus Roux, che lunedì 25 compie 50 anni, mediano di mischia sudafricano che nel 1995 vinse con la nazionale i mondiali di rugby. Con loro sono finiti nei guai anche Giuseppe Santo Gattuso, 44 anni, di Reggio Calabria e Calogero Zarcaro, 60 anni, nato a Vercelli, tutti indagati, assieme a Pane, per ricettazione. Parte lesa i vertici di Conte of Florence - difesi dall’avvocato Francesco Guastapaglia - che vedono amministratore delegato Carlo De Carolis e curatore Riccardo Della Santina.
I FATTI
Nell’autunno 2017, Roux in veste di presidente del consiglio di amministrazione della Global Smart Capital Corporation Limited, società con sede incorporata in Nevada e sede legale ad Hong Kong, si presenta ai legali rappresentanti delle società satellite e della catena di articoli di abbigliamento e accessori «Conte of Florence», un marchio della moda mondiale. La società ha un debito complessivo di 22 milioni ed è in odore di fallimento. Assieme a Roux c’è Antonino Pane, finito nel 2002 al centro di una tentata truffa ai danni dell’allora presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone. L’imprenditore si qualifica come consulente della «GSC» che sostiene essere fiduciaria del colosso dell’E-commerce cinese Ali Baba. Garantisce fatturati sino a 70 milioni di euro annui. E induce in errore i vari rappresentanti legali delle società legate alla «Conte of Florence». Così la Global Smart Capital acquista tutte le azione della COFD in assenza di un corrispettivo, ma dietro la rappresentazione di un’immediata immissione di liquidità pari a 10 milioni a titolo di aumento di capitale e finanziamento dei soci utile a consentire l’ammissione della Conte of Florence Distribution al concordato preventivo in continuità proposto al tribunale fallimentare il 10 ottobre 2017. Stando all’accusa Pane aveva garantito il passaggio di quote e l’inizio del pagamento per 780mila euro dopo l’approvazione del concordato da parte del tribunale. E per la procura aveva chiesto di trasferire le quote prima della conclusione del concordato e del versamento. In quel modo la GSC poteva assumere tutte le decisioni strategiche per il buon esito della procedura e in ottica della continuità aziendale. E per rafforzare la sua richiesta Pane aveva esibito un estratto conto di una non meglio precisata banca cinese dell’agricoltura con un saldo attivo di diversi miliardi. Una bufala.
L’ASSEGNO FARLOCCO
Per l’ammissione al concordato Pane, componente del Cda di Conte of Florence Distribution, esibisce al giudice delegato copia fotostatica di un assegno circolare della Commerzbank di Berlino datato 30 maggio 2018. Da una verifica alla filiale di Milano della banca tedesca emerge la verità: l’attestazione di supporto al titolo è falsa, la carta intestata vecchia di 4 anni e non c’è provvista. Pane assieme a Zarcaro e Gattuso, che erano con lui, sono accusati di ricettazione. —
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