Finanza
Abitazioni e imprese senza telefono da due settimane
Una ventina di nuclei familiari tre aziende e un agriturismo senza possibilità di ricevere o fare chiamate o usare internet
BAGNI DI LUCCA. È possibile rimanere senza linea per il telefono fisso per due settimane? Sì, per la disperazione e la rabbia della ventina di nuclei familiari e delle attività di Ponte a Diana e Ospedaletto. Nella zona, tra l’altro, ci sono tre aziende e un agriturismo che hanno necessità di telefono e internet per lavorare. Ma dalla notte del 2 febbraio sono tutti isolati e le richieste di intervento al momento non hanno dato esito.
Non solo: c’è il concreto rischio che si debba aspettare ancora a lungo prima che il servizio sia ripristinato. A causare il guaio sono state alcune piante cadute sulla carreggiata della statale 12 e sul cavo della linea telefonica aerea, in località Pontaccio, tra Ponte a Diana e Fabbriche di Casabasciana. Per giorni la strada è stata chiusa, oggi è a senso unico alternato. Ma se il traffico passa, sia pure a singhiozzo, i telefoni e i computer restano muti. Un bel guaio per le famiglie, ma un danno ancora più serio alle attività che via internet dovrebbero fare la fattura elettronica, o ricevere prenotazioni.
«Dopo la caduta degli alberi – dice Alessandro Gabirelli, uno degli utenti senza linea – le famiglie isolate si sono date immediatamente da fare per segnalare il disguido e chiedere interventi immediati a Telecom e altre compagnie con cui hanno gli abbonamenti, ma nei fatti i gestori hanno fatto orecchie da mercante, assicurando riparazioni rapide, senza effettuarle. Abbiamo cercato di informarci dagli operai che lavoravano la prima settimana sul cantiere Anas per ripulire la strada dalle piante cadute, ma ci hanno detto che l’operazione sarà abbastanza lunga e che probabilmente il cavo aereo verrà ripristinato solo dopo che Anas avrà installato delle reti paramassi sul costone».
Inevitabile allora la preoccupazione per i tempi e la durata dei disagi e del disservizio. “I lavori Anas sono fermi già da una settimana, conosciamo bene la storia del semaforo precedente, che tra poco compie un anno dall’installazione – aggiunge Gabrielli – se Anas deve reperire i soldi per i lavori, sappiamo bene quali sono i suoi tempi». C’è chi teme che possano passare mesi, parecchi, prima che sia riattivata la linea. «Abbiamo chiesto l’installazione di un cavo provvisorio, anche a terra, per far funzionare telefoni e computer. Ci appelliamo all’amministrazione perché sostenga le nostre sacrosante richieste». La linea in questione anche negli anni precedenti è stata spesso interrotta da cadute continue di alberi, lasciando parecchie utenze isolate. Buona parte di cavo era già stata sostituita, ma senza che sia stata fatta pulizia attorno alla linea. In pratica un lavoro quasi inutile. —
Emanuela Ambrogi
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