Proteste
Steccone, ancora scontro fra Comune e comitato
I cittadini: «Perché spendere 6 milioni per edificio e parcheggio interrato?» L’amministrazione: «Un grave problema convertito in grande opportunità»
lucca. Scontro sul progetto definitivo dello Steccone a San Concordio. Comitato per San Concordio e associazione culturale quartiere San Concordio da una parte, amministrazione comunale dall’altra.
«Da venti anni continuano a farlo rinascere dalle sue ceneri, come l'araba fenice, in una metamorfosi infinita cheè solo di apparenza, perchè nella sostanza il progetto è sempre lo stesso: è lo Steccone a San Concordio. Bocciato come proposta Prusst nel 1998, fallito come Progetto Norma nel 2008, più volte oggetto di sequestri di cantiere, vincoli, osservazioni, esposti e ricorsi, fermo dal 2012, sembrava morto per mancanza di interesse e sostenibilità economica, quando nel 2016 è stato ripescato con i finanziamenti "Quartieri Social", che lo hanno riproposto sotto forma di piazza coperta su due piani, sala per il quartiere con cinema sulla terrazza, parcheggio interrato. Ieri è apparsa sulla stampa la versione 2019: una grande tettoia, con sotto un edificio di 100 metri quadrati a piano, adibito ad usi indefiniti, più il parcheggio interrato. Che senso ha spendere più di 6 milioni per costruire tutto questo»?», è la posizione del comitato e dell’associazione.
Alla quale risponde il Comune:«Siamo sconcertati dalle gravi affermazioni di alcuni membri del Comitato di quartiere di San Concordio che in una nota considerano il progetto “Ex Steccone”, approvato dalla giunta Tambellini martedì scorso, come se il tempo e le amministrazioni non fossero passate e si trattasse dello stesso identico progetto di tanti anni fa. Ci sarà presto modo di presentare in dettaglio quello che sarà realizzato, ma non comprendere che le volumetrie saranno ridotte, che la destinazione a centro direzionale e commerciale prevista inizialmente è stata convertita dall'amministrazione in un centro civico a disposizione dei cittadini, rende molto difficile un qualsiasi dialogo considerato che in tutti i casi un grave problema è stato convertito in una importante opportunità per tutto il quartiere».
«Sei milioni di euro come costo complessivo degli interventi vecchi e nuovi sono molti - aggiunge il Comune -, ma l'amministrazione Tambellini ha ereditato dalle precedenti un progetto problematico, in parte già realizzato. Erano infatti già stati spesi tre milioni di euro: parliamo del parcheggio sotto il livello del suolo; dopo una spesa del genere il parcheggio da circa 55 posti auto non poteva essere distrutto e di nuovo interrato con uno spreco di risorse pubbliche inaccettabile che non sarebbe passato inosservato nemmeno alla Corte dei Conti. Chi ha scritto per conto del Comitato dimentica con troppa facilità che l'intervento sul cosiddetto “Chiesone" non era possibile per diversi motivi: non era in linea con quanto previsto dal bando, la proprietà non era del Comune ma di Gesam spa; deve inoltre essere effettuata la bonifica per 4,5 milioni e attendiamo la sentenza del Consiglio di Stato che dovrà accertare le responsabilità dell'inquinamento del suolo». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
