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Lucca

La sentenza 

Polo Fiere e danno erariale si riparte dalla Corte dei conti

Polo Fiere e danno erariale si riparte dalla Corte dei conti

La Cassazione ha respinto  il ricorso presentato  dall’ex sindaco e dagli altri  indagati per l’aumento  di capitale operato da Lucca H 

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LUCCA. Ricapitalizzazione del Polo Fiere, il processo deve ripartire dal primo grado della Corte dei conti. Lo stabilisce la sentenza della Cassazione, che ha respinto il ricorso presentato dagli indagati – l’ex sindaco Mauro Favilla, dall’ex segretario comunale Serafino Turturici e dai consiglieri comunali indagati (Agnitti, Allegrini, Andreoni, Bertani, Buchignani, Checchia, De Luca, Dinelli, Fabbri, Fava, Fazzi, Garbini, Lotti, Martinelli, Micheloni, Mura, Panelli, Torri e Venturi) – che approvarono la delibera di indirizzo che dava mandato a Lucca Holding di procedere alla ricapitalizzazione del Polo Fiere. A seguito di quella vicenda, l’allora capogruppo del Pd Alessandro Tambellini presentò un esposto in magistratura che dette il via all’indagine del procuratore regionale della Corte dei Conti. Quest’ultimo citò in giudizio il sindaco Favilla, i consiglieri che avevano votato “si”, e il dirigente al bilancio del Comune di Lucca, in carica all'epoca dei fatti, chiedendone la condanna al pagamento di 700.000 (di cui 300mila il solo ex primo cittadino e 400mila ai restanti venti imputati per una somma di 20mila ciascuno). Secondo l’accusa un risarcimento del danno erariale derivato da due operazioni di finanziamento effettuate - nel 2010 per 450.000 euro e nel 2011 per 250.000 euro - dalla Lucca Holding, della quale il Comune di Lucca era socio unico, in favore della partecipata Lucca Fiere e Congressi (già Lucca Polo Fiere & Tecnologia), a titolo di aumento in conto futuro del capitale sociale. Secondo il procuratore Angelo Canale le due tranche non avrebbero dovuto essere deliberate in quanto violavano l'articolo 6 del decreto Tremonti datato 2010 che vietava l'operazione a favore di società partecipate in perdita per tre o più esercizi consecutivi come effettivamente era il Polo Fiere. La vicenda si era interrotta in attesa del pronunciamento degli ermellini. Questi ultimi ora hanno ribadito che “la configurabilità della competenza giurisdizionale della Corte dei conti nei casi anzidetti prescinde dalla natura, in house o meno, della società partecipata”. Il processo, dunque, ripartirà da capo in Corte dei conti. —

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