Attenzione
«Il mio museo porta fortuna Anche a Lucca, perché no?»
Matera e Mantova, dopo avere ospitato il Museo della Follia, sono diventate capitali della cultura. Nella città murata aprirà i battenti il 27 febbraio
. In principio era stato ideato per avere “casa” a Salemi (Trapani), nel periodo (fra il 2008 e il 2012) in cui il critico d’arte Vittorio Sgarbi era sindaco di quel Comune. Ma il progetto del Museo della Follia, a Salemi, non andò mai in porto. «A Salemi avevo Oliviero Toscani come assessore alla creatività. Avevo anche Graziano Cecchini come assessore al nulla… Ma le vicende del mondo sono tante, e il Comune di Salemi fu sciolto per mafia – racconta oggi Sgarbi, ideatore di questo progetto culturale -. Così il Museo della Follia che avevo ideato per Salemi lo feci a Matera e poi a Mantova. Il museo è diventato itinerante, in attesa di trovare una sede fissa. Per Matera, ospitarlo, è stato il primo passo verso la “canonizzazione” di capitale della cultura, tutto è cominciato da lì. E anche Mantova è stata capitale della cultura dopo averlo ospitato».
E dopo Mantova, nuove tappe a Catania, Salò, Napoli. Fino a Lucca, dove il Museo della Follia sarà inaugurato il 26 febbraio, per aprire al pubblico il 27 (e fino al 18 di agosto), nei locali completamente ristrutturati dell’ex Cavallerizza in piazzale Verdi.
Cosa ha fatto optare per Lucca come nuova “stazione” del Museo della Follia?
«Nella scelta dei luoghi per il museo i miei collaboratori tengono in conto alcuni elementi. Per Lucca è stato essenziale il collegamento con la scuola di psicoanalisi di Mario Tobino, ma anche la disponibilità di uno spazio che si adatti a questo tipo di museo, come la Cavallerizza».
In ogni sua tappa, il Museo della Follia propone novità, accanto a opere che lo seguono nel suo cammino. Quali saranno le novità, a Lucca?
«Saranno le opere di Alberto Magri, attraverso la Fondazione Ragghianti, e la stanza di Tobino (concessa dalla Fondazione Tobino di Lucca, ndr), sul quale io personalmente terrò una conferenza. L’allestimento del museo, a Lucca, sarà particolare. Ci sarà un tunnel, sarà centrale l’idea del manicomio, come luogo di opposizione e violenza, da cui ci ha liberato nel 1978 la legge Basaglia. Ci saranno anche opere di Lorenzo Viani, provenienti da una collezione privata di Viareggio. Le opere di Ligabue e di Pietro Ghizzardi invece saranno la componente stabile della mostra».
Quando arriverà a Lucca?
«Prima dell’inizio della mostra. Vorrei tornare a Maggiano, che ho già visitato in passato».
Anche Lucca ha e ha avuto velleità di capitale della cultura… Chissà che il Museo della Follia non le porti fortuna.
«È andata bene per Matera e anche per Mantova. Perché non potrebbe andare per Lucca?. Tutto è nato tutto dalla migrazione da Salemi, e quando si troverà il luogo giusto il museo diventerà stanziale».
Dopo Lucca, il museo dove si fermerà?
«Non so ancora. Genova (da dove Sgarbi parla con Il Tirreno)? Vediamo». —
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