Il Tirreno

Lucca

l’inchiesta giudiziaria 

Bagarini online, D’Alessandro è innocente

Barbara Antoni
Bagarini online, D’Alessandro è innocente

Il legale rappresentante della Di and Gi non sarà processato. Il gup del tribunale di Milano: «I fatti non sussistono»

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lucca. Non ci sarà alcun processo: la Di and Gi e il suo legale rappresentante Mimmo D’Alessandro sono totalmente estranei ai fatti contestati, che non sussistono. È quanto ha deciso ieri il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Milano nell’ambito dell’inchiesta sul secondary ticketing, il bagarinaggio online dei biglietti per i grandi eventi: nello specifico la Di and Gi era stata chiamata in causa (insieme a società come Live Nation Italia e Live Nation 2, Vivo) per quelli relativi allo storico concerto dei Rolling Stones il 23 settembre 2017 sugli spalti delle Mura urbane.

«Sono contento», è il commento a caldo di D’Alessandro, raggiunto telefonicamente ieri pomeriggio (13 febbraio) mentre si trovava a Parigi. «Ero all’aeroporto di Los Angeles questa mattina (ieri mattina, ndr) - continua il racconto -, quando ho acceso il telefono e ho visto il messaggio dei miei avvocati. Questa vicenda era assurda: io che mi ho sempre combattuto il secondary ticketing mi sono visto accusare. Sottolineo che non sono mai stato indagato: c’era una richiesta di rinvio a giudizio, ma non è andata oltre. I miei avvocati non hanno mai avuto dubbi sull’esito di questa vicenda. Del resto, male non fare, paura non avere». È la seconda vittoria giudiziaria di D’Alessandro in pochi giorni: il 19 gennaio il gip Antonia Aracri della procura di Lucca ha disposto l’archiviazione dell’indagine nata da esposti giunti sul tavolo del procuratore Pietro Suchan della procura della Repubblica nei giorni immediatamente successivi al concerto degli Stones a Lucca.

Trovarsi coinvolto nell’inchiesta sul bagarinaggio online non è stato indolore per D’Alessandro. Da luglio 2017, quando la vicenda esplose, i commenti non sono mancati. «Anche in America, con i colleghi, abbiamo parlato a lungo del secondary ticketing - dice D’Alessandro -. Per chi fa il nostro lavoro, è un problema grave, in tutto il mondo. Penso che si debba intervenire in modo deciso: bisogna oscurare i siti che fanno questa attività illecita. In Belgio lo hanno fatto. Qui da noi vogliono risolvere il problema con il biglietto nominativo, che invece peggiorerà la situazione».

I legali di D’Alessandro e della Di and Gi, gli avvocati Florenzo Storelli di Lucca, Tullio Padovani e Francesco Marenghi di Lucca, hanno divulgato la notizia del «non luogo a procedere per insussistenza dei fatti constestati nei confronti di D’Alessandro e Galli e del suo legale rappresentante, Domenico D’Alessandro, nel procedimento sul secondary ticketing, in cui è stata affermata l’insussistenza dei fatti contestati e la conseguente estraneità ad ogni fenomeno distorsivo del mercato. Abbiamo confidato, come sempre, nel doveroso corso della giustizia, non rilasciando sinora alcuna dichiarazione in ordine al grave danno reputazionale che questa inchiesta ha causato alla società. Per fortuna, il tempo è galantuomo e riafferma la dignità di un gruppo di lavoro diretto da Mimmo D’Alessandro e Adolfo Galli». —

Barbara Antoni

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