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Lucca

il caso 

Professionista rischia la vita per una foglia di rosmarino

Pietro Barghigiani
Professionista rischia la vita per una foglia di rosmarino

Salvata a Cisanello con un’operazione d’urgenza: aveva l’intestino “bucato” Il racconto della donna: «Era diventata una scheggia dura e acuminata»

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luccA. Un pranzo in famiglia che nasconde un’insidia con effetto a scoppio ritardato. E che mette in pericolo la vita di una donna salvata grazie a un intervento provvidenziale in piena notte all’ospedale di Cisanello. Una foglia di rosmarino per insaporire una pietanza nel giro di 24 ore si è trasformata in una scheggia acuminata di almeno 3 cm capace di perforare l’intestino di una professionista della comunicazione di 57 anni che vive e lavora in provincia di Pisa ed è originaria della Lucchesia (omettiamo le generalità per le sue condizioni di salute, ndr).

La paura è passata, anche se il recupero non sarà breve. Nell’intervento è stato necessario anche togliere una piccola porzione di intestino, quella lesionata dallo “spillo” di rosmarino che aveva provocato un versamento evidente attraverso le analisi e un rischio certo di peritonite.

«Un giorno forse potrò anche sorridere per quello che mi è accaduto, ma ho avuto davvero paura – racconta la paziente a casa dopo il ricovero di alcuni giorni –. Mi sono sentita male la mattina. Avevo forti dolori addominali. Ho pensato a una forma influenzale violenta. Le fitte non passavano. A un certo punto ho iniziato a vomitare e a sudare freddo. Stavo perdendo le forze. Per fortuna sono riuscita a telefonare a un’amica che ha poi chiamato il 118». Il primo check-up al pronto soccorso si è risolto in un esame del sangue con un approfondimento mirato a livello strumentale. E così arrivano radiografie, ecografie e nel pomeriggio anche una Tac con liquido di contrasto. I medici vedono due cose che non vanno bene dalle immagini e una dalle analisi del sangue. Un versamento in atto, un corpo estraneo nell’intestino tenue e i globali bianchi con valori sballati, segno di un’infezione in corso. «I dolori non passavano nonostante flebo e farmaci – prosegue la professionista –. Verso le nove di sera l’ultimo consulto. “Come minimo dobbiamo fare una laparoscopia, poi vediamo se e come proseguire a livello chirurgico” mi hanno detto. Ci ho pensato qualche minuto e poi ho deciso per l’operazione. È stata la scelta giusta e di questo ringrazio il personale di Cisanello di chirurgia d’urgenza che si è comportato con grande preparazione e professionalità in tutte le fasi del mio ricovero». Già in laparoscopia i chirurghi hanno visto cosa aveva provocato la perforazione. Quella che sembrava una lisca di pesce alla fine è risultata essere una foglietta di rosmarino.

«Il giorno prima avevo mangiato a casa dai miei genitori il coniglio con la polenta e poi una torta a base di castagne con pinoli e rosmarino – riflette la donna –. Credo che quel pezzetto di foglia fosse nella torta. Nei giorni della mia degenza in ospedale diversi medici sono venuti a vedere quel pezzettino. Erano curiosi di capire come una foglia di rosmarino potesse aver combinato tutto questo. L’ho conservata in un vasetto. Un giorno forse ci riderò anch’io su quello che mi è capitato». —

Pietro Barghigiani



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