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Nuovo calvario dei pendolari sui treni diretti nel capoluogo

Nicola Bellanova
Nuovo calvario dei pendolari sui treni diretti nel capoluogo

La corsa delle 6.50 da Piazza al Serchio ha viaggiato con un treno anziché con due Centinaia di studenti e lavoratori stipati nei convogli: nessun preavviso da Trenitalia  

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Una mattinata allucinante, neanche un messaggio di scuse e soprattutto nessuna spiegazione. Ormai, da qualche settimana, viaggiare la mattina dalla Garfagnana a Lucca, è diventata una prova di forza. E anche ieri mattina, e stavolta senza preavviso, per centinaia di pendolari arrivare nel capoluogo è stato un calvario.

L'ormai conosciutissima corsa numero 6827 che parte alle 6.50 da Piazza al Serchio e raccoglie le centinaia di studenti diretti all'Iti "Ferrari" di Borgo a Mozzano, nonché lavoratori e studenti diretti a Lucca e Pisa, ha viaggiato con un solo Swing, invece che con i canonici due. Ma se già altre volte questa situazione era stata preventivata per tempo e la gente avvisata (in ritardo, ma meglio che nulla) sui social, ieri invece è stata una sorpresa assoluta.

E alle 7.34, giunto nella stazione di Mologno con dieci minuti di ritardo, il convoglio era di fatto strapieno sino all'inverosimile. Oltre al popolo dei soliti frequentatori, infatti, c'erano anche delle scolaresche in gita e dirette altrove, che hanno vissuto un esordio traumatico coi sempre più mal ridotti treni in transito sulle tratte ferrate garfagnine. Nessun bus sostitutivo è stato predisposto (d'altronde, sono sempre vuoti perché la gente non sa che vengono allestiti su percorsi improvvisati e che non tengono conto delle necessità degli utenti) per il tratto da Fornaci a Lucca, e quindi con il susseguirsi delle fermate di Fornaci di Barga, Ghivizzano-Coreglia, Bagni di Lucca è stato il festival della disumanità, con gente accalcata ovunque e gravi rischi per la sicurezza. Poi, solo alla discesa di Borgo a Mozzano la situazione è diventata umana, ma nonostante il deflusso, i problemi sono rimasti.

Da tempo gli Swing acquistati quattro anni fa sono periodicamente in manutenzione ad Osmannoro: ormai rumorosi e con necessità di revisione, questi convogli saranno, da quanto trapela dentro le viscere di Ferrovia dello Stato, sempre meno numerosi. E intanto, quella corsa di "punta", rischia di diventare una trappola. —



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