Il Tirreno

Lucca

Mura, la soprintendente boccia le reti anticaduta

Gianni Parrini
Mura, la soprintendente boccia le reti anticaduta

La professoressa Acordon sul monumento simbolo di Lucca: impossibile renderlo sicuro al 100%, si rischia di snaturarlo

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LUCCA. «Le mura di Lucca? In questo momento sono indecenti e non possono essere snaturate per la messa in sicurezza». La tocca piano la professoressa Angela Acordon, dal primo gennaio a capo della Soprintendenza di Lucca e Massa Carrara. A poco più di un mese dal suo insediamento le abbiamo chiesto di valutare la situazione del monumento simbolo della città, al centro di un’indagine della procura e di un piano di messa in sicurezza che il Comune sta studiando. Nell’attesa di trovare la quadra tra le diverse esigenze le Mura sono ostaggio di reti metalliche stile cantiere stradale, di alberi malati che ogni tanto vengono giù, di terrapieni che si sfaldano, di cartelli informativi fermati su mattoni che non sono belli né tantomeno efficaci e di campeggiatori improvvisati. Per non parlare della condizione del Campo Balilla. Insomma, il monumento non vive un momento di splendore. Lo conferma anche la professoressa Acordon, che ha già incontrato il Comune per discutere dell’atteso piano per la messa in sicurezza.

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«Ne abbiamo parlato ma è ancora in fase di studio – conferma la soprintendente – Si stanno valutando alcune soluzioni: una è quella di prolungare le ringhiere anti-caduta nei punti in cui sono già presenti. Poi verranno alzati e risagomati i terrapieni che a causa delle piogge si sono abbassati e stondati. Infine, valuteremo la possibilità di mettere dei cordoli per segnalare le zone di pericolo (tipo striscia gialla nelle stazioni ferroviarie, ndr). Al momento, ripeto, sono ipotesi. Tempi? Di sicuro prima di fine anno, ma credo che la Procura preferirebbe fosse fatto prima. Una cosa va detta: dobbiamo preoccuparci che nessuno cada per errore, ma rendere le Mura sicure al 100% è impossibile. Vorrebbe dire chiuderle dentro una sorta di grata. È come quando si ha un gioiello di valore e per proteggerne le pietre si usa un castone talmente grande che quasi le nasconde. Per questo avevo suggerito di puntare soprattutto su controlli e sanzioni. Di certo non possiamo snaturare le Mura per renderle sicure».

In molti baluardi ci sono delle reti metalliche. Sono state messe per i Comics nei punti considerati a rischio ma da allora non sono state tolte. Sono orribili e degne al più di un cantiere stradale, ma l’assessore Stefano Ragghianti ha spiegato che dopo l’indagine della Procura l’amministrazione non se l’è sentita di toglierle. Non è chiaro per quanto ancora ci resteranno. «Sì – conferma la soprintendente – sono esteticamente orribili. Dirò di più: in questo momento le Mura di Lucca sono in una condizione indecente. Da sotto non si nota ma camminando lungo la passeggiata oltre alle famose reti metalliche, si percepisce una situazione non ottimale. Penso ai terrapieni rovinati e ai nuovi cartelli sulla sicurezza, messi dopo l’incidente di agosto ai turisti francesi. Sono brutti e a mio parere anche poco efficaci: hanno troppe scritte e per un bambino non sono di immediata comprensione».

La nuova responsabile delle Belle Arti sta ancora prendendo confidenza con la città e le sue problematiche: «Il problema maggiore è che siamo un po’ a corto di personale per andare sul territorio – dice – Ho già capito che Lucca è una città in cui ci si divide molto, soprattutto quando si parla delle Mura. La situazione del Campo Balilla? Ho seguito il dibattito che si è sviluppato ma non mi sono arrivate richieste da parte degli enti preposti e quindi preferisco non esprimermi. Quando si fa una scelta si scontenta sempre qualcuno e in questo senso sono aristotelica: ritengo che la virtù stia nella “medietà”, nel trovare il giusto mezzo tra opposti, cercando di compenetrare esigenze e salvaguardia del bene». —
 

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