Sicurezza
Come difendersi dalle truffe I consigli dei carabinieri
Dopo le tante segnalazioni dei cittadini ecco qualche suggerimento su come riconoscere i falsi addetti del porta a porta
LUCCA. Le segnalazioni dei falsi addetti Enel Energia in Lucchesia sono state numerose tanto che anche l’azienda ha deciso di intervenire fornendo una serie di consigli da seguire per evitare di incappare in queste spiacevoli truffe, sia telefoniche che “porta a porta”. Per quanto riguarda l’attività di teleselling, Enel Energia ricorda che dal 1° giugno 2017 non effettua più chiamate per acquisire nuovi clienti con proposte commerciali via telefono. Per quanto concerne, invece, le proposte di contratti “porta a porta”, chiunque si presenti a domicilio per conto di Enel Energia, che si tratti di dipendenti o di personale esterno incaricato, deve essere munito di tesserino plastificato con foto e dati di riconoscimento. Se qualcuno si presenta al domicilio a nome dell’azienda bisogna sempre chiedere di visionare il tesserino con tutti i riferimenti. Inoltre, nessuno è autorizzato a riscuotere o restituire somme di denaro a domicilio per conto di Enel. Enel Energia segnala poi che né i propri dipendenti né gli agenti specializzati si occupano della sostituzione dei contatori, attività curata da E-Distribuzione, la società del Gruppo Enel che gestisce la rete elettrica di media e bassa tensione e che in questo periodo a Lucca sta procedendo all’installazione della nuova generazione di contatori con accesso al solo vano contatori e senza alcun costo per i clienti. Un’importante attività di prevenzione e sensibilizzazione è anche quella svolta dai carabinieri di Lucca che, da tempo, organizzano incontri nelle varie frazioni del territorio per mettere in guardia la popolazione su questo tipo di truffe. «Partecipano soprattutto gli anziani - spiega il maggiore dei carabinieri e comandante della compagnia di Lucca, Antonio Trombetta - episodi recenti di furto riconducibili a falsi addetti non ce ne sono stati anche perché le persone sono diventate più diffidenti. Una maggiore conoscenza di questo pericolo c’è anche grazie agli incontri che organizziamo fermo restando che qualcuno ancora ci riesce. I falsi addetti approfittano della soggezione delle persone - conclude il maggiore - è un discorso psicologico perché dispiace dubitare palesemente della buona fede di un’altra persona. Quindi per difendersi è indispensabile superare questo “limite”». —
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