Sicurezza
Via libera al progetto definitivo per l’ex Steccone
A giorni la giunta approverà gli elaborati per l’area ex Gesam a San Concordio Previsti una piazza coperta e un edificio di 100 metri quadri
lucca. Andrà in approvazione in giunta oggi, o al massimo martedì prossimo, il progetto definitivo per il recupero dell’area ex Gesam in via Consani a San Concordio, là dove un tempo avrebbe dovuto nascere il contestatissimo Steccone, poi naufragato.
Progetto contestato quello e progetto contestato, soprattutto a San Concordio, quello che sarà approvato dalla giunta Tambellini. Un ridisegno totale della zona un tempo approdo portuale del canale della Formica, che si basa soprattutto sul concetto della piazza coperta a uso pubblico.
Sarà infatti una grande tettoia a dare la cifra dell’area, secondo il progetto definitivo. Al di sotto ci sarà un edificio in vetro di circa 100 metri quadri che - si legge nella relazione tecnica - «nasce dall’esigenza di avere un ambiente chiuso climatizzato che si incarichi di ospitare una serie di funzioni sia stabili che temporanee». Questo edificio sarà articolato su due piani. A quello terreno ci sarà uno spazio libero, da “dividere” grazie a una serie di pareti mobili. Il primo piano, invece, si orienta «verso una funzione di piccolo centro ristoro con una bancone di servizio e una sala a servizio dell’utenza. Questo tipo di funzione si estende anche alla grande terrazza di affaccio sulla piazza». Ci sarà poi un parcheggio sotterraneo per automobili e ciclomotori.
Il piano economico dell’opera prevede una spesa di 6.025.800 euro. Questo progetto fa parte di quelli finanziati dal Governo tramite i cosiddetti “quartieri social” o, per meglio dire, con il bando periferie. Come si ricorderà, proprio questi fondi a un certo punto erano stati rimessi in discussione (anche nel caso di convenzioni già firmate, come per Lucca) dal Governo Lega-Cinque Stelle.
Alla fine è stato raggiunto un compromesso che prevede che , in sostanza, i Comuni “anticipino” i soldi degli interventi , slavo poi ottenere i rimborsi. Con una penalizzazione non da poco: i risparmi che si matureranno con le procedure di gara non potranno essere utilizzate dai Comuni per migliorie al progetto, ma ritorneranno nelle casse del Governo.
Il Comune ha scadenzato nel piano triennale delle opere pubbliche gli stanziamenti per partire con i lavori dei due quartieri social previsti (oltre a San Concordio c’è anche San Vito).
In questo programma, i primi lavori a partire dovrebbero essere tre che interessano proprio San Vito: si tratta dell’ex centro sociosanitario di via Giorgini (da recuperare a centro civico per il quartiere), dei campi sportivi della scuola media Chelini e del recupero funzionale dei locali della parrocchia. Per opere più importanti - anche dal punto di vista dell’impegno economico richiesto - bisognerà invece aspettare gli anni successivi. —
L.C.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
