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Il Comune chiede di accogliere i migranti minorenni

Il Comune chiede di accogliere i migranti minorenni

L’annuncio nel corso di un incontro con l’avvocato Tessitore Del Chiaro: «Lasciare le persone per strada è sbagliato»

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LUCCA. Il Comune ha chiesto al ministero dell’Interno di poter attivare un progetto di accoglienza Sprar per minori stranieri non accompagnati ed è intenzionata a chiederne uno per i cosiddetti soggetti vulnerabili. La notizia è emersa durante l’iniziativa di venerdì a Villa Bottini. “Migrazione, salute e diritti”, questo il titolo dell’incontro che ha visto la partecipazione di oltre cento persone, tra medici, operatori, mediatori, insegnanti e cittadini. L’evento, promosso dall'amministrazione comunale, in collaborazione con il Centro di Salute Globale della Regione Toscana e con il sostegno dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, è servito per fare chiarezza e approfondire le conseguenze del decreto sicurezza sul territorio lucchese. In particolare è stato l'avvocato Luigi Tessitore dell'Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione a mettere in risalto le criticità maggiori, che riguardano proprio i migranti in possesso del permesso umanitario. In provincia di Lucca, come raccontato qualche tempo fa dal Tirreno, sono 410 e nel corso dei prossimi due anni rischiano di essere espulsi dai Cas e dagli Sprar in cui sono attualmente ospitati e lasciati a un destino quanto mai incerto. Questo almeno, prevede il decreto Sicurezza. Tessitore ha illustrato le varie tipologie di permesso e ha dedicato un’attenzione particolare a quelle cosiddette “a imbuto”: si tratta di quei permessi che hanno sostituito l’umanitario, ma che non sono convertibili in permessi di soggiorno qualora il migrante trovasse lavoro.

«Si sta parlando delle situazioni di maggiore vulnerabilità – spiega l’assessora Lucia Del Chiaro – Fino a ottobre scorso i migranti in possesso del permesso umanitario lasciavano i centri Cas per entrare negli Sprar, che sono percorsi di reale integrazione sul territorio. Col decreto Salvini non è più così: questo provvedimento al contrario predilige i Cas e crea una situazione di reale difficoltà e insicurezza per le amministrazioni comunali. Lasciare queste persone abbandonate a loro stesse provocherebbe situazioni incontrollate e dunque anche di maggiore potenziale pericolo per i territori». Per questo motivo il Comune di Lucca ha completato la procedura di richiesta di un progetto Sprar per minori stranieri non accompagnati. Sono una quindicina i soggetti presenti sul territorio che si trovano in questa condizione. Il Comune, inoltre, è intenzionato a chiedere uno Sprar anche per i cosiddetti soggetti vulnerabili. Si tratta di persone che soffrono di problemi mentali o che a seguito delle torture subite lungo il viaggio per arrivare in Italia (per lo più in Libia) hanno sviluppato delle patologie psichiche che devono essere controllate e talvolta curate farmacologicamente. A giorni, infine, dovrebbe uscire una circolare della Regione che allarga la tutela sanitaria anche ai titolari dei nuovi permessi, che al momento ne sono sprovvisti. —

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