La protesta
Campo di Marte, interessamento di una scuola privata
Lucca: con il trasferimento del Paladini-Civitali e l’occupazione di molti edifici da parte di Asl, rimane disponibile solo il blocco chirurgico
Futuro incerto, sanità a momenti, e un’ipotesi legata al mondo dell’istruzione tutta da costruire. Parafrasando una canzone di qualche anno fa, si potrebbe dire che il destino del Campo di Marte appare quanto mai incerto. Da un lato ci sono i Comitati Sanità che chiedono a gran voce di riportare nel vecchio ospedale servizi e ambulatori; dall’altro c’è una Regione che punta ad avere indietro parte dei soldi anticipati per la costruzione del San Luca (l’accordo di programma del 2005 parlava di 23 milioni di euro!); sullo sfondo c’è Gesat, il concessionario dei servizi non sanitari del monoblocco di San Filippo, che non ha mai visto di buon occhio il Campo di Marte, ritenuto un “doppione” nonché causa primaria della scarsa remuneratività del San Luca (fondi commerciali sfitti, parcheggi a pagamento sempre semivuoti, lavanderie e mense non occupate come da previsioni). E ora, però, ci sono anche degli interessi che arrivano da fuori Lucca.
A dire cosa si dovrà fare in quell’area è il Comune, che un piano delle funzioni lo aveva presentato nel 2015: housing sociale, nuova Cittadella della salute, un minimo di commerciale. E poi questura, scuola (il Pertini), magari una rsa e il ripristino della vecchia viabilità. Di fatto quel piano è rimasto sulla carta: nessun imprenditore lo ha giudicato sufficientemente appetibile per lanciarsi in un investimento che – fra acquisizione dell’area, demolizione delle strutture e ricostruzione – sarebbe costato decine di milioni. Il piano di recupero, dunque, si è arenato.
Tutto questo, come detto, accadeva a fine 2015 e da allora le cose sono molto cambiate. L’ipotesi questura non si è mai concretizzata, mentre l’Asl ha rinunciato alla costruzione di un nuovo edificio per la Cittadella della Salute e si è accontentata di occupare le strutture esistenti in particolare la palazzina B, quella a mattoncini. Anche gli uffici direzionali, trasferiti qui da Monte San Quirico, sono andati a occupare l’ultimo piano del suddetto edificio e non la palazzina ex Omni (quella che ospitava il 118) come invece si prevedeva. Quest’ultima, dopo un fugace interessamento della Regione, è stata fatta valutare e finirà presto all’asta per 3,2 milioni di euro. Nel frattempo l’ex centro trasfusionale e alcuni piazzali sono stati occupati dagli studenti del Paladini-Civitali, spostati qui a seguito della chiusura della sede di via San Nicolao. E chissà per quanto ci rimarranno. In questa situazione, le prospettive di riutilizzo del vecchio ospedale si sono ridotte a circa un terzo dell’area originaria: restano a disposizione il blocco chirurgico (edificio C) e l’ex laboratorio di analisi. Per quest’ultima struttura resta in piedi l’interessamento di Arpat, intenzionata a lasciare via Vallisneri.
Per il blocco chirurgico, che rappresenta la parte più consistente, si attendono investitori. Qualcosa intanto si muove: un soggetto privato di fuori Lucca, attivo nel campo dell’istruzione, ha preso contatti con l’Asl per valutare una trattativa. È tutto in fase embrionale: qualche scambio di mail e prime telefonate. Si vedrà. —
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