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dopo il nubifragio 

Tempi più lunghi del previsto per la riapertura del Brennero

Luca Meconi
Tempi più lunghi del previsto per la riapertura del Brennero

Ieri il sopralluogo del sindaco Andreucci e del consigliere regionale Baccelli  Nel frattempo la Regione ha riconosciuto lo stato di calamità naturale

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BORGO A MOZZANO. Tempi lunghi per la riapertura del Brennero dopo che domenica un importante tratto, all’altezza del bivio per Corsagna. ha ceduto a causa del maltempo. Ad annunciarlo è il sindaco Patrizio Andreuccetti dopo che ieri mattina ha partecipato a un sopralluogo assieme al consigliere regionale Stefano Baccelli e ai tecnici di Anas, Autorità di Bacino, Genio Civile e Unione dei Comuni Media Valle.

«Purtroppo – afferma il primo cittadino – la situazione della strada del Brennero è peggiore del previsto. Stamattina (ieri per chi legge ndr) sono stato sul posto. Il responso è stato il seguente: la strada non sarà riaperta nemmeno con il senso unico alternato, in quanto il danno è più profondo di quanto inizialmente era apparso. Inizieranno subito i lavori di ripristino per aprire la strada con il semaforo, anche per i mezzi pesanti, nel giro di 30/40 giorni. Da subito, tramite l’interessamento della Regione e di tutti gli enti coinvolti, verrà predisposto un piano per prima progettare, poi reperire i finanziamenti al fine di mettere in sicurezza l’argine del fiume per poter ripristinare il regolare doppio senso di marcia. Su quest’ultimo punto al momento non possiamo parlare di tempi: è certo però che occorrerà un grande ed efficace gioco di squadra. A inizio settimana prossima incontrerò attività commerciali, industriali e popolazione interessata per condividere insieme strategie da portare avanti di fronte a questa situazione di emergenza».

«È stato importante oggi vedere da vicino e toccare così con mano l’entità dei danni – è il commento di Baccelli – obiettivo ora è il ripristino di una forma di viabilità, vagliando tecnicamente l’ipotesi di un senso unico alternato in questa fase, e, in parallelo, un progetto strutturale di messa in sicurezza e prevenzione strada/fiume per risolvere definitivamente il problema ed evitare il ripetersi di eventi franosi analoghi e la periodica chiusura di un’arteria fondamentale per i collegamenti con la Valle del Serchio». Per questo, spiega Baccelli, ha presentato una mozione in consiglio regionale. Nel documento, oltre a chiedere di decretare lo stato di emergenza regionale per i comuni colpiti dal maltempo (cosa che, nel frattempo, è arrivata), su impegna la giunta regionale ad attivarsi al Cipe per ottenere l’erogazione dei fondi destinati al Ponte del Diavolo.

E proprio a proposito del Ponte Andreuccetti risponde a chi gli chiede un intervento repentino per la sua messa in sicurezza: «Non è vero che il maltempo dei giorni scorsi ha danneggiato alcune pietre della struttura. Già da tempo quelle pietre non ci sono più. La situazione, purtroppo, dopo la recente ondata di piena del fiume è più o meno analoga a mesi fa. Bisogna intervenire subito, non è la prima volta che lo dico. È essenziale sbloccare i 340mila euro del Cipe per realizzare il restauro del celebre monumento».

«Quello che irrita maggiormente – gli fa eco l’assessore Donatella Zanotti – è che, dopo aver predisposto e presentato il progetto di riqualificazione e dopo aver ottenuto i finanziamenti, questi siano bloccati al Ministero da oltre un anno».

Insomma, la burocrazia ancora una volta sembra essere il principale nemico.

Intanto, come scritto sopra, la Regione ha dichiarato lo stato di emergenza per gli eventi alluvionali dal primo al 3 febbraio. A questo atto seguirà, nei prossimi giorni, la delibera di giunta che individuerà i Comuni interessati dal provvedimento per l’erogazione dei fondi. —

Luca Meconi



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