Il Tirreno

Lucca

Iscrizioni alle superiori:bene il Machiavelli, exploit dello sportivo

Gianni Parrini
Ragazzi all'uscita del liceo scientifico Vallisneri di Lucca
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Ragazzi all'uscita del liceo scientifico Vallisneri di Lucca

Lucca: Civitali-Paladini ok nonostante il trasferimento dalla sede di via San Nicolao, giù Vallisneri e alberghiero

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LUCCA.«La scuola italiana serve solo a chi non ne ha bisogno». La frase pronunciata da Silvio Orlando nei panni del professor Vivaldi in un film di metà anni ’90 certificava la sconfitta del sistema dell’istruzione pubblica. Da allora molte cose sono cambiate: la scuola si è rinnovata ha moltiplicato i suoi indirizzi, si è resa più spendibile sul mercato del lavoro. Una cartina di tornasole di quelle che sono le nuove tendenze la forniscono i dati sui nuovi iscritti raccolti dall’Ufficio scolastico territoriale di Lucca. Sono aggiornati al 31 gennaio, giorno in cui scadeva il termine per scegliere l’istituto. Non possono ancora essere considerati dati definitivi perché c’è da tener conto delle iscrizioni last minute, dei ri-orientamenti interni, degli esclusi dagli indirizzi a numero chiuso (uno anche a Lucca) e dei ripetenti.

Intanto, però, qualcosa emerge: ad esempio che il Civitali-Paladini ha tenuto botta nonostante il trasferimento degli studenti nelle classi container del Campo di Marte: oppure l’aumento di iscritti del classico Machiavelli (oltre il 10% in più); l’exploit dell’indirizzo sportivo del Fermi; i cali vistosi dell’alberghiero di Barga e del Vallisneri.

Andiamo con ordine. La notizia che ha sconvolto il mondo scolastico lucchese nel 2018 è stata la chiusura della storica sede di via San Nicolao del Paladini-Civilitali con il trasferimento di oltre 900 studenti nelle strutture del Campo di Marte, all’Itc e nelle aule container del vecchio ospedale. Una situazione disagevole che avrebbe potuto incidere in maniera significativa sulle iscrizioni per il nuovo anno. Ma così non è stato. «Anzi – spiega la dirigente Iolanda Bocci – Abbiamo leggermente aumentato al Civitali(+7) e abbiamo più o meno mantenuto i numeri dello scorso anno al magistrale Paladini. Merito del messaggio che abbiamo cercato di far passare con l’orientamento: le strutture sono importanti ma la scuola è fatta soprattutto dalla qualità delle persone che ci lavorano: docenti, personale scolastico, studenti. Ebbene, nonostante le oggettive difficoltà legate al cambio di sede, le persone che “fanno” la scuola sono ancora le stesse». Buono anche il dato del classico Machiavelli, che ha aumentano il numero delle matricole di 7 unità arrivando a quota 69: «Si tratta di una scuola che sviluppa lo spirito critico e la conoscenza del passato – dice Bocci, preside anche di questa struttura -Bene così: confermeremo le tre classi prime».

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Restando ai licei, si segnala il calo del classico Ariosto di Barga che scende da 9 a 5 iscritti, ma che continuerà a mantenere una prima essendo considerato “scuola di montagna”. Venendo agli scientifici e al linguistico è significativo il calo del Vallisneri, la più grande scuola del territorio, che perde 28 matricole rispetto all’anno precedente. Al contrario, aumenta il numero degli iscritti del “rivale”, lo scientifico Fermi, soprattutto grazie all’exploit dell’indirizzo sportivo: 120 iscritti. «Un numero tale – spiega la provveditora Donatella Buonriposi – che immagino sarà necessario adottare il numero chiuso: per ragioni di spazio non credo sia possibile fare più di quattro prime (quest’anno erano tre, ndr). Evidentemente sono stati bravi preside e docenti nel fare l’orientamento. Tra l’altro quest’anno l’istituto avrà l’Accademia dello sport, con una parte dell’attività dedicata allo sci. In generale - prosegue - i presidi non possono più pensare di fare solo numeri: conta la qualità, è quella che salva un istituto. E se c’è qualità le iscrizioni arrivano. Il calo del Busdraghi (-14, dnr)? Occorre riqualificare l’agrario puntando su una formazione tecnica superiore più che su nuovi indirizzi. Il calo dell’alberghiero di Barga e del Vallisneri? Credo che il problema sia legato all’orientamento più che alla mancata concessione (nel caso di Barga, ndr) di un nuovo indirizzo da parte della Provincia». —
 

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