Il Tirreno

Lucca

Il Serchio è diventato una discarica E senza manutenzione fa più paura

Federica Scintu
Il Serchio è diventato una discarica E senza manutenzione fa più paura

Il grido d’allarme dei residenti che chiedono più interventi anche con una petizione: «Troppa vegetazione e tanti rifiuti»

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Sono abituati a vivere schiacciati tra i fiumi e le colline. L’Oltreserchio, croce e delizia per i circa 7.000 abitanti e che anche dopo l’alluvione del 2009 hanno deciso di rimanere qui, consapevoli di trovarsi in una cassa di espansione, di avere la propria attività commerciale vincolata alla legge dettata dalla natura. Dall’acqua che quando viene fuori dai tanti rii porta la zona di Vignola ma anche quella di Santa Maria a Colle, Nozzano e Ponte San Pietro ad allagarsi in un attimo. Dalle frane che vengono giù dalle colline a Balbano e Chiatri, che bloccano le strade con tutti i disagi che questo comporta. È un territorio fragile l’Oltreserchio, con un alto rischio idrogeologico, tenuto sotto controllo da alcune sentinelle silenziose che se ne prendono cura come possono. Sono i molti abitanti di queste parti che conoscono a menadito il territorio, tutti i suoi fiumi e tutte le sue debolezze. E per proteggersi (e proteggerle) non guardano in faccia a nessuno. Da anni infatti, attraverso diverse associazioni, chiedono una maggiore pulizia dei letti dei rii e del fiume Serchio, gigante silenzioso ma secondo loro troppo trascurato. Perché qui le inondazioni, più o meno invasive, ci sono quasi ogni anno; nella foto di Matteo Bini in pagina si vede Nozzano Castello dopo lo straripamento del rio Dogaia: era il 2014. Ma è una situazione che in passato si è venuta a creare tante volte.

«C’è troppa vegetazione e poca pulizia nel letto del Serchio e anche nei fiumi più piccoli e questo provoca un rallentamento nel deflusso delle acque - spiegano il presidente del comitato Uniti per il Serchio, Paolo Vannucchi e un altro membro del comitato, Dante Francesconi che da anni chiedono più interventi - nel 2018 abbiamo organizzato una raccolta firme per chiedere la pulizia del Serchio: hanno aderito in 1.300 e la petizione è arrivata in Regione. Ma a breve contiamo di partire con un’altra raccolta firme sempre in merito a questo problema». Secondo il comitato infatti, oltre al problema della vegetazione «il fiume è pieno di rifiuti di ogni sorta e lo stesso vale per i rii». Si parla della Contesora ma anche del rio Certosa, rio Cerchia, rio Dogaia e rio Canabbia. «Quando piove l’acqua sale su parecchio - aggiungono - questo significa che i rii e i canali hanno bisogno di essere ripuliti e di una manutenzione maggiore. Invece ci sono solo interventi sporadici. Noi come comitato collaboriamo col consorzio di bonifica. Ma quando arriva l’avviso della protezione civile stiamo sempre in allerta. Basta che esondi qualche canale e noi si va sott’acqua». Per provare a limitare gli effetti nefasti che i fiumi scatenano nell’Oltreserchio a ogni pioggia abbondante e prolungata, le varie associazioni si sono messe d’accordo per tenere pulito il proprio pezzetto di rio. «Gli abitanti hanno “adottato” una parte del fiume che attraversa il territorio nel quale vivono - spiegano - e oltre a tenerlo sotto controllo provano anche a fare piccoli interventi di pulizia prendendosene cura eliminando i rifiuti o effettuando dei piccoli interventi di manutenzione».

Giuliano Angeli, residente a Nozzano, descrive invece la situazione del fosso Arduaia. «È largo tre metri ma è sempre sporco - spiega Angeli - abbiamo segnalato il problema anche perché tutte le volte che piove esonda nei campi. Per fortuna ci sono poche abitazioni». Secondo Angeli inoltre, «le cateratte a Nozzano vengono azionate non quando servirebbe ma quando ormai è tutto già pieno». Secondo Vittorio Rovai, «il Serchio è abbastanza in sicurezza. Per fare i poggi hanno preso la terra dal padule di Bientina». Testimone dell’alluvione del ’40, Rovai non si spiega nemmeno l’importante inondazione del 2009 che definisce «un mistero». Ma per chi vive tra la Contesora e il Certosa non serve un evento eccezionale per andare sott’acqua. Basta un acquazzone intenso e a Vignola si va sei metri sotto il livello del Serchio. Con tutto ciò che questo comporta. —

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