Il Tirreno

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esercizi storici 

«Per non morire, vendo anche souvenir»

Gregorio Andreini
«Per non morire, vendo anche souvenir»

Il racconto di Maurizio Cinotti, titolare dell’ultracentenario Caffè Boccherini. «Vorrei riavere uno spazio per i tavolini»

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Un locale storico della città con almeno più di un secolo di vita alle spalle. In via Sant’Anastasio, Caffè Boccherini, a Lucca con questo nome dal 1957 come riporta la sua insegna, esiste nel centro storico da almeno i primi del Novecento. Ed è condotto da 62 anni dalla stessa gestione familiare. «Questo locale – racconta il proprietario Maurizio Cinotti – è un luogo del centro da non dimenticare. Ancora oggi fra le persone più anziane viene ricordato con il nome di Tana di Topo Topo o Topo Topo. Era un tempo un’osteria dove si mangiavano uova sode, polpette, mezzina, biroldo o acciughe e si beveva vino delle damigiane della cantina sottostante. La gente qui veniva con il cappello e faceva una delle sette e otto “tocche” ovvero il passaggio con bevuta del vino e poi pausa in luoghi di ristorazione caratteristici della città. Sicuramente il fondo c’è da almeno i primi del Novecento e se fosse ancora in vita mia madre Evelina Paganelli, potrei riferire una data più sicura. Mamma Evelina è sempre stata qui sin dai tempi che a Palazzo Lippi c’era il Comune di Capannori. Con mio padre fino al 1988 aiutata da sua madre e suo padre che faceva anche il carabiniere in cortile degli Svizzeri e poi con me, mamma dietro al banco è stata l’anima di questo luogo per 59 anni fino alla sua scomparsa tre anni fa».

La signora Evelina Paganelli n da subito cambiò il nome dell’attività e creò un luogo più giovanile e moderno per proporlo e cercare di intercettare anche nuovi clienti. E le sue scelte furono sin da subito premiate. «Mia madre – dice Cinotti – per il locale si era ispirata al nome dell’Istituto musicale Boccherini. Io che oggi ho 60 anni lavoro qui da una trentina d’anni. Nei tempi d’oro si lavorava tutti i giorni dalle 6 a mezzanotte salvo la domenica. Avevamo molti clienti in più, specialmente grazie alla Manifattura Tabacchi e alla Curicini Cantoni, a chi lavorava nelle piazze del Mercato e del Carmine, agli operai del vicino Comune di Lucca o prima di Capannori senza dimenticare l’hotel a cinque stelle Noblesse chiuso in tempi più recenti».

Oggi però i tempi sono cambiati. E anche il signor Maurizio si è dovuto adattare al momento attuale. «Non basta più avere un bar con pochi clienti abituali. Non basta avere una comoda saletta interna. Mi sono ingegnato per portare avanti il locale, ho avviato la vendita di souvenir. Non mi favorisce quando aprire l’attività come tanti alle 10,30 fino alle 17 o le 18. Ma dopo l'arrivo in città dei supermercati mi sono trovato costretto a farlo per rimanere al passo». Cinotti ha un progetto, un sogno» «Vorrei prima o poi riavere come negli anni ’90 lo spazio esterno con i tavolini nella piazza Sant’Anastasio. All’epoca riuscivamo a dare lavoro anche a una ragazza. Negli ultimi anni mi devo aprire Caffè Boccherini solo da marzo ai Comics e una decina di giorni sotto Natale quando ci sono molti più turisti». —
 

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