Toscana
Negli spazi dell’ex Cavallerizza il Museo della Follia ideato da Sgarbi
Sarà aperto al pubblico dal 27 febbraio al 18 agosto, settima tappa di un “cammino” tra malattia e arte
Dopo Matera e Napoli, dopo Catania, Mantova, Salò e Venezia, il Museo della Follia sbarca a Lucca. Un progetto ideato e curato da Vittorio Sgarbi, nome che non ha bisogno di presentazioni. Critico e storico dell’arte, autore di un numero vastissimo di pubblicazioni, politico, opinionista sulle pagine di alcuni quotidiani: il suo legame con Lucca, non da adesso notoriamente, è stretto. Risale a quando, giovanissimo, arrivò nella città murata per ammirare il monumento funebre di Ilaria del Carretto, opera esimia di Jacopo della Quercia. Fu una folgorazione.
Oggi Lucca accoglie la mostra che Sgarbi ha ideato: la farà in una delle sue location più belle, l’ex Cavallerizza granducale in piazzale Verdi, fresca di restauro, dove le opere di allestimento dell’esposizione sono in corso. Una mostra attesa e molto pubblicizzata sui social. «Il Museo della Follia non è una storia della follia. È una serie di suggestioni, di paure, di prepotenze che dovranno riguardare anche noi, protetti e attratti dai matti. D’altra parte, non potendone fare a meno, li abbiamo fatti diventare artisti. Se la follia vive nei sogni non ci possiamo liberare di lei», sono le parole dello stesso Vittorio Sgarbi con cui l’evento viene presentato sulla pagina Facebook dedicata.
In tutto circa duecento opere si attende che saranno esposte a Lucca: dipinti, sculture, installazioni e video. Opere esclusive, provenienti da collezioni private e anche da musei pubblici, come il gruppo di quadri di Ligabue: un’esposizione che si snoderà attraverso cinque secoli, dal 1500 alla contemporaneità, dal Rinascimento ai Macchiaioli, come si evince dall’immagine scelta per il manifesto, il quadro che ritrae la bambina di Silvestro Lega.
Dei precedenti sei Musei della Follia, fin qui, nessuno è mai stato uguale all’altro. Una sorta di cammino in più stazioni, un viaggio. E la storia di Lucca si intreccia a filo doppio con quella della “follia”, della malattia mentale, come testimoniano in modo incancellabile l’imponente complesso di Maggiano e l’opera del medico e scrittore che ne fu alla guida, Mario Tobino.
Anche la stanza di Tobino, ricostruita dalla Fondazione creata in suo nome nella palazzina museo all’ingresso dell’ex manicomio, potrebbe essere fra gli allestimenti del Museo della Follia nell’ex Cavallerizza. Un “cuore” da cui dovrebbero irradiarsi le stanze, in numero di diciannove.
Un evento in grande per la città, che sta coinvolgendo il settore della scuola e il tessuto delle categorie imprenditoriali.
Dopo l’inaugurazione del 26 febbraio, la mostra resterà aperta al pubblico fino al 18 agosto. «L’ufficio scolastico provinciale sta facendo un grande lavoro con le scuole del territorio di ogni ordine e grado affinché tutte visitino la mostra - spiega l’assessore alla cultura di Lucca Stefano Ragghianti -. Anche altre istituzioni lucchesi, le fondazioni, stanno collaborando a vario titolo con il Museo della Follia. L’allestimento museale - aggiunge l’amministratore - occuperà per intero l’ex Cavallerizza».
Dopo il 18 agosto, ultimato lo smontaggio dell’area museale, all’ex Cavallerizza inizieranno i lavori per l’allestimento interno della struttura. «Lavori che - spiega sempre Ragghianti - saranno svolti nell’arco di settembre e ottobre, per concludersi prima dell’inizio di Lucca Comics & Games». —
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