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Lucca

la testimonianza  

Falso tecnico Enel, allarme nel Morianese

Luigi Spinosi
Falso tecnico Enel, allarme nel Morianese

Entra nelle case dicendo di dover cambiare il contatore ma non è un vero operatore: ignoti i suoi obiettivi

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LUCCA. «Non aprite quella porta»: la porta è quella di casa e a lanciare l’allarme è Marinella Poli, presidente del Comitato Paesano Morianese Murrus, oggetto, come i suoi vicini, di una strana visita, una dozzina di giorni fa. Quella di un sedicente incaricato Enel che, però, non era tale. Perché sì, in questi giorni (ma preceduti da un avviso) i tecnici della compagnia stanno passando a cambiare i contatori, ma qualcuno, per ignote ragioni, sembra approfittarsene.

«Era un sabato – racconta Mariella Poli – e già questo mi è parso strano, quando si è presentato questo signore, con una tuta ma senza alcun segno di riconoscimento, sceso da un furgone bianco ma senza alcuna scritta. Ha detto di essere un incaricato Enel, e di essere venuto a cambiare il contatore. Lo abbiamo accompagnato al contatore e, una volta davanti, si è limitato a tirare fuori un apparecchio, tipo un cellulare, e ad avvicinarlo al contatore. Tutto è durato pochi secondi, poi se ne è andato, dicendo che aveva “resettato” il contatore. Aveva con sé una lista di nomi e ha proseguito a fare lo stesso con alcuni vicini, ma con alcuni sì e con altri no».

Un atteggiamento strano, che ha insospettito la signora, che ha chiamato la compagnia elettrica per avere rassicurazioni che, però, non sono arrivate, visto che la stessa Enel ha confermato che non è quello l’iter per intervenire sui contatori. Insomma, i dubbi sono rimasti e a toglierli del tutto sulla falsa identità dell’operatore ci ha pensato un vero addetto Enel, intervenuto ieri mattina (e dopo aver ricevuto l’avviso) a cambiare veramente il contatore: «Quando gli ho raccontato l’accaduto – spiega ancora la testimone – mi ha confermato che non c’era nulla di normale in quel comportamento. Intanto quell’operazione non viene fatta di sabato, e poi questa procedure del “resettare il contatore” non stava né in cielo né in terra. Insomma, quell’uomo non era chi diceva di essere e, dunque, sicuramente non aveva buone intenzioni. Per questo mi sono rivolta anche alla questura per denunciare l’accaduto».

Due le ipotesi ritenute più probabili: «O si trattatava di una sorta di sopralluogo, magari per poi venire a rubare – prosegue il racconto – oppure era un tentativo di ricavare dati in modo subdolo per sottoscrivere un abbonamento con un altro gestore. In ogni caso voglio raccontare quanto mi è accaduto per invitare altri a stare in guardia, perché probabilmente questa persona busserà ad altre porte». —

Luigi Spinosi

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