Il Tirreno

Lucca

Ex calciatore e industriale muore a 54 anni

Emanuela Ambrogi e Roberto Grazzini
Ex calciatore e industriale muore a 54 anni

Industriale del settore cartario, 54 anni, dal 2017 combatteva contro la malattia. Era stato uno stopper combattivo, Aglianese e Montecatini tra le sue squadre

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LUCCA. Non ce l’ha fatta Luca Pazzaglia, industriale del settore cartario, ed ex calciatore, a vincere la sua battaglia contro la malattia che lo aveva aggredito nel 2017. Alle 3 della notte tra il 5 e il 6 febbraio ha cessato di vivere all’ospedale San Luca, dove era stato ricoverato per un improvviso peggioramento delle sue condizioni. Pazzaglia, 54 anni, ancora da compiere (era nato a luglio), era conosciutissimo non solo nella sua Bagni di Lucca, ma in tutta la provincia e anche fuori, sia per la sua attività di industriale sia per il suo passato di sportivo.

L’imprenditore lascia un figlio e la compagna Cristina, oltre alla mamma Giorgina e ai tre fratelli Lia, Tiziana e Tiziano. I funerali si terranno sabato 9 nella chiesa di Pieve di Controni, alle 15. La famiglia Pazzaglia è conosciutissima sul territorio: il padre di Luca, Sergio, deceduto anni fa aveva lasciato dopo decenni di attività la cartiera Sant’Apollonia, in via di Lima nel viale alberato che da Ponte a Serraglio porta a Fornoli, ai figli Luca e Tiziano. Sono in tanti a ricordare la loro produzione, in particolare quella della “carta gialla” rinomata e richiesta in tutta Italia. Ora l’attività dell’azienda è portata avanti dal fratello Tiziano. La madre, Giorgina Simi, è un punto di riferimento del territorio per aver gestito un forno con un negozio di alimentari, fino a pochi anni fa, nella frazione Longoio, vicino a San Gemignano di Controni, dove i Pazzaglia vivono. Luca era anche cugino dell’ex calciatore della Fiorentina (attualmente al Ghiviborgo) Gianluca Romiti.

L’industriale era stato curato dal 2017 a Milano, successivamente le cure erano poi proseguite a Lucca. Circa dieci giorni fa è arrivato, inatteso, il peggioramento i famigliari hanno deciso di ricoverarlo al San Luca.

La notizia della sua scomparsa ha creato profonda commozione. A Bagni, ma anche oltre i confini della provincia, dove Luca si era fatto conoscere e apprezzare come uomo e come calciatore. Un atleta tenace, di quelli che dava tutto in partita e che faceva anche spogliatoio. Stopper dal fisico possente, un autentico corazziere, Luca Pazzaglia era cresciuto calcisticamente nel Bagni di Lucca. Ma aveva indossato anche la maglia dell’Aglianese (all’epoca guidata dall’ex calciatore della Pistoiese Roberto Parlanti), con la quale aveva vinto un campionato. Poi ha lasciato un bellissimo ricordo nel Montecatini, dove, nonostante un ginocchio fuori uso, giocò senza mai tirarsi indietro. «Per tanti di noi era come un fratello – ricorda il Ds di quella squadra Fabrizio Giovannini – era un giocatore che si faceva in quattro, generoso in tutti i sensi». E proprio a Montecatini Pazzaglia incontrò nuovamente uno dei suoi migliori amici, quel Giancarlo Favarin oggi allenatore della Lucchese e all’epoca mister dei termali. Ma Favarin con Pazzaglia aveva anche giocato insieme, nel Bagni, nel suo ultimo anno da calciatore. La notizia della sua scomparsa ha rappresentato uno choc per l’allenatore rossonero: «Una forza della natura – dice con il groppo in gola – un ragazzo schietto. Era impossibile non volergli bene. Sono sconvolto, non sapevo della malattia e mi dispiace di non esserlo andato a trovare. Tante condoglianze ai suoi familiari».

Condoglianze alle quali uniamo quelle della nostra redazione.
 

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