Sette avvisi di conclusione delle indagini nei confronti di ingegneri, rappresentanti legali e amministratori di aziende per la morte dei due operai della cooperativa Agricola Morelli precipitati, causa rottura del braccio meccanico della piattaforma sui cui si trovavano, mentre stavano installando i lumini a due settimane dalla solenne processione di S. Croce. Il pm chiede per 7 persone l’archiviazione: si tratta del presidente e il responsabile della sicurezza della Morelli, per i responsabili di un’officina meccanica modenese e per due consulenti.
Sedici mesi d’indagine, una consulenza formata da oltre 500 pagine corredate da foto e disegni esplicativi, migliaia di documenti acquisiti e sequestrati legati alle disposizioni di legge in materia di sicurezza sul lavoro, alla progettazione e ai collaudi dei macchinari, alla caratteristiche dei materiali usati per la costruzione del braccio meccanico e della piattaforma aerea su cui erano posizionati gli operai. Un lavoro certosino portato avanti con scrupolo e determinazione dal sostituto procuratore Elena Leone assistita dalla sicurezza sul lavoro dell’Asl e dai consulenti (gli ingegneri Renzo Capitani e Fabrizio D’Errico e il professor Costantino Balboni) che hanno analizzato il braccio elevatore collassato che ha fatto scaraventare da un’altezza di 10 metri la piattaforma su cui lavoravano Emanuele Viviani e Antonio Pellegrini, all’epoca di 54 e 61 anni, i due operai vittime dell’ incidente avvenuto il primo settembre 2017.
Originariamente la procura aveva iscritto nel registro degli indagati 14 persone accusate a vario titolo di aver causato la morte dei due operai per imperizia, negligenza e imprudenza dovuta al cattivo funzionamento del carrello elevatore marca Oil & Steel modello «Eagle». A distanza di un anno e quattro mesi e dopo accertamenti tecnici non ripetibili l’ufficio del pubblico ministero ha chiesto al giudice delle indagini preliminari Giuseppe Pezzuti l’archiviazione nei confronti di 7 indagati mentre attraverso l’avviso di conclusione delle indagini è deciso ad esercitare l’azione penale e chiedere il processo nei confronti di altri sette indagati.
Rischiano il processo Marco Milesi, 53 anni di Milano, Fosco Celi, 79 anni, di Rimini e Paolo Balugani, 54 anni, di Modena, rispettivamente amministratore delegato, presidente e direttore tecnico della «Oil & Steel» nel 2009 quando fu acquistata la gru collassata e causa della morte dei due operai. Sono difesi dallo studio Piccaglia di Bologna e da Giovanni Maria Flora del foro di Firenze. Avviso di conclusione delle indagini anche per Giuliano Bicchi, 76 anni, di Anzola nell’Emilia e Francesco Corrado, 77 anni, di Imola, entrambi difesi dall’avvocato Angelo Merlin del foro di Vicenza, e che all’epoca dei fatti erano rispettivamente direttore generale e membro del consiglio di amministrazione dell’Istituto di Certificazione Europea Spa, organismo notificato di certificazione e di ispezione. Restano indagati anche Sergio Rossi e Silvano Nannetti, di 63 e 58 anni rispettivamente di Forlì e Castrocaro Terme, responsabili della ditta Art e Campenter fornitrice del braccio meccanico alla Oil & Steel. Secondo i consulenti fu una saldatura difettosa a causare il cedimento strutturale del braccio meccanico della piattaforma. Doveva essere controllato dalla ditta «Oil & Steel» di San Cesario sul Panaro a cui era stato fornito dalla Art e Campenter mentre il marchio di conformità spettava agli ingegneri certificatori.
La procura ha chiesto l’archiviazione per Giuseppe Ranieri, 56 anni, presidente della Cooperativa Agricola Morelli (ha cessato l’attività dopo il fallimento), difeso dagli avvocati Lodovica Giorgi e Paolo Mei, e per il responsabile esterno della sicurezza sul lavoro Vitantonio Strifezza, 33 anni, residente a Prato. Chiesta l’archiviazione anche per i tre responsabili di un’officina meccanica del modenese fornitrice della lega di ferro e carbonio e del loro consulente. Si tratta di Giancarlo Benedetti, 70 anni, Romeo Marzoli, 60, Giancarlo Biolchini, 62, tutti di Pavullo nel Frignano e di Fabio Filippi, 50 anni, di Rimini. Richiesta di archivizione anche per Daniele Picardi, 63 anni, mantovano, consulente di Oil & Steel.