Il Tirreno

Lucca

La piena danneggia il Ponte del Diavolo. Verrà chiesto lo stato di calamità naturale

Luca Meconi
Nel cerchio rosso il contrafforte del Ponte del Diavolo danneggiato dalla piena del Serchio
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Nel cerchio rosso il contrafforte del Ponte del Diavolo danneggiato dalla piena del Serchio

Borgo a Mozzano, portati via pezzi dei pilastri nel fiume. Continuano i disagi sul Brennero. Andreuccetti: servono grandi risorse

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BORGO A MOZZANO. Sarà chiesto lo stato di calamità naturale alla Regione Toscana. È questa la decisione presa dall’Unione dei comuni della Media Valle del Serchio dopo l’ondata di maltempo dei giorni scorsi che ha causato notevoli danni in diverse zone del territorio.

E che non ha risparmiato uno dei simboli dell’intera Valle del Serchio: nella fiumara dei giorni scorsi anche il Ponte del Diavolo è stato danneggiato. La tanta acqua e i detriti trasportati dalla corrente hanno causato la rottura di alcune pietre in almeno due pilastri. A farsi portavoce di questo problema è la locale sezione dell’Istituto storico lucchese che lancia un appello agli enti competenti affinché intervengano al più presto.

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Continua a dare disagi anche la frana di una parte della strada statale 12 del Brennero tra i paesi di Corsagna e Anchiano con la sua immediata chiusura in entrambi i sensi di marcia e le inevitabili conseguenze che ne derivano. Il sindaco di Borgo a Mozzano nonché presidente dell’Unione dei Comuni, Patrizio Andreuccetti, è stato chiaro: «In questa situazione abbiamo bisogno di notevoli fondi per intervenire e, soprattutto, ci vogliono presto. Per questo abbiamo deciso di chiedere aiuto alla Regione».

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La strada è di competenza dell’Anas, i cui tecnici hanno provveduto domenica alla immediata chiusura al chilometro 43.900. Le auto possono comunque passare dal Brennero e prendere la viabilità alternativa. Giunti in località Socciglia, infatti, è possibile salire verso una delle strade che portano verso Corsagna e, dopo alcune centinaia di metri, scendere nuovamente a valle verso Borgo a Mozzano e giungere così a pochi passi dal Ponte Pari. Per i mezzi pesanti, invece, vige il divieto di accesso quindi l’unica strada percorribile per loro è la provinciale Lodovica o il Brennero fino alla zona industriale della Socciglia, passando esclusivamente dal Piaggione in direzione nord.

Non è la prima volta che il Brennero viene portato via dall’acqua del fiume in piena. Il 24 luglio 2014 una parte della SS 12 franò nel fiume qualche centinaia di metri più a nord rispetto al cedimento attuale. In quell’occasione fu necessario più di un mese per riaprire completamente la strada, che fu interrotta nel tratta tra il Ponte Pari e Chifenti per permettere l’istallazione dei micropali. Nell’attesa che terminassero i lavori, la strada fu aperta a senso unico alternato grazie alla installazione di un semaforo. Il tratto crollato domenica, invece, era già stato interessato da un importante crollo nel corso dell’alluvione del 9 novembre 1982. Prima ancora si ricorda una piena abbondante avvenuta negli anni ’40 del secolo scorso.

Nel 1982 l’acqua cancellò circa 200 metri della statale in località Socciglia e invase altri tratti a sud di Anchiano, causando l’isolamento totale del paese dal momento che ancora non era stata realizzata una via alternativa che fu invece tracciata proprio in quell’occasione, grazie al lavoro dei tecnici e operai comunali che lavorarono senza sosta per due giorni. I tecnici dell’Anas, nell’immediatezza dell’evento, assicurarono un ripristino della strada in 3-4 mesi con l’istallazione di strutture metalliche e profilati in acciaio. Fu in quell’occasione che furono istallate le palancole a difesa della sponda del fiume e a sostegno della Statale. 

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di Redazione web