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Lucca

Isola Santa, nuova vita con l’illuminazione di piazza e chiesa

Luca Dini
Isola Santa, nuova vita con l’illuminazione di piazza e chiesa

A breve sarà anche presentato il progetto di recupero del borgo nel Turrite secca dal valore di 2 milioni

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CAREGGINE. Isola Santa è pronta a splendere come una delle mete turistiche più interessanti della Garfagnana. Mancano ormai poche settimane alla presentazione del progetto di recupero del borgo grazie alla somma di 2 milioni di euro arrivati grazie al decreto Bellezza.

Intanto, la piazza antistante la chiesa è pronta per l’inaugurazione ufficiale. La fine dei lavori di recupero della piazza è stata festeggiata con una bellissima sorpresa: è stato accesso l’impianto di illuminazione della chiesa e del campanile. Un sistema illuminante con proiettori posti a terra che, dal basso, mettono in risalto e valorizzano non poco le caratteristiche costruttive e le decorazioni dei due edifici. «Un regalo che abbiamo fatto ai tanti amanti di Isola Santa – dice Mario Puppa, sindaco di Careggine – adesso non vediamo l’ora di svelare il nuovo progetto. Non abbiamo acceso solo le luci, abbiamo acceso una speranza per il futuro di questo paese che gode di una importante fama turistica che ha ricadute su tutto il territorio».

Per la piazza è stato scelto il marmo “cipollino” locale, una scelta vincente visto il risultato armonico, gradevole e molto suggestivo. L’intervento dal costo complessivo di circa 150mila euro rientra nel piano dei finanziamenti per il sistema delle «Rocche e Fortificazioni della Garfagnana» sostenuto da Arcus e gestito dall’Unione Comuni Garfagnana. «A primavera la piazza sarà inaugurata ufficialmente – chiude Puppa – nell’occasione, sarà presentato il progetto per il recupero del borgo per la somma di 2 milioni».

Dopo anni di abbandono, prosegue dunque il restauro di Isola Santa dove già oggi è attivo un albergo diffuso. La chiesa di San Jacopo, già citata in alcuni testi nel 1260, ne è il fulcro, ma tutto l’abitato ha mantenuto un aspetto rustico. Isola Santa si affaccia sul lago artificiale riempito dalle acque del torrente Turrite secca fermate da una diga nel 1948-49 ad uso della vicina centrale idroelettrica, che in parte sommerse l'antico abitato. Nei periodi in cui il lago è più vuoto, o quando viene effettuata qualche manutenzione straordinaria, riaffiorarono alcuni edifici, in in particolare un mulino e un ponticello di pietra.

 

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