Proteste
Reliquie scomparse, rigattiere nei guai
Nel maggio 2018 gli oggetti sacri furono trafugati nel convento di San Francesco alla Misericordia di Borgo a Mozzano
BORGO A MOZZANO. Un rigattiere lucchese di 40 anni è finito nei guai con l’accusa di ricettazione. Il robivecchi, che comparirà davanti al giudice monocratico il 6 novembre in conseguenza della citazione diretta a giudizio del sostituto procuratore Piero Capizzoto, aveva venduto ad un antiquario lucchese le reliquie dei santi e beati custodite nel convento di San Francesco della Misericordia di Borgo a Mozzano. Oggetti sacri non inventariati trafugati nella seconda metà di aprile del 2018 dal luogo sacro diventato sede del centro accoglienza anziani. Lo stesso commerciante, che aveva annotato l’acquisto nell’apposito registro, mesi dopo era stato contattato da un mercante fiorentino interessato al reliquiario e aveva comprato il cofanetto con le reliquie dei santi e beati che venivano esposte ai fedeli durante le festività.
LA SCOPERTA
Un acquisto come tanti a cui nessuno avrebbe fatto caso se le foto della refurtiva non fossero apparse sui quotidiani e sui siti internet. Accortosi che quella merce scottava il commerciante fiorentino ha subito contattato l’antiquario lucchese - assolutamente in buona fede - mostrando le foto che raffiguravano le reliquie rubate a Borgo a Mozzano dedicate alla Beata Vergine Maria e al Santo Patriarca Francesco d’Assisi. E poi ancora a San Bernardino senese, a Santa Rita da Cascia, a S. Rocco confessore, a San Giovanni Evangelista, a Sant’Anna, a San Filippo Neri, a San Pietro e San Iacopo, a Santa Apollonia vergine e martire, a Santa Caterina, a San Bonaventura dottore della Chiesa, a San Giovacchino padre di Maria, a San Domenico, a Santa Elisabetta d’Ungheria, a San Pasquale Baylon, a San Pietro d’Alcantara, a Santa Chiara, a San Giuseppe sposo di Maria, a San Lodovico, a Sant’Antonio da Padova, a S. Paolo, a S. Andrea, a Sant’Omobono, a San Paolo della Croce, a San Didaco, a San Leonardo da Porto Maurizio e due alla Santa Croce.
LA DENUNCIA
A quel punto parte la segnalazione ai carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico di Firenze che, presa visione dei registri, denunciano il rigattiere lucchese per ricettazione mentre le reliquie - con parti infinitesimali di vesti, di ossa o di capelli racchiuse dentro dei piccoli contenitori di metallo e vetro e con una piccola scritta descrittiva ormai illeggibili per lo scolorimento dell’inchiostro - vengono riconsegnate integre al governatore della Misericordia Gabriele Brunini che il 21 maggio 2018 andando ad aprire l’armadio degli argenti nella cappellina degli infermi per prendere la reliquia ed esporla in previsione dei vari appuntamenti programmati (la recita del rosario delle 10.30 e delle 17.30, e la messa delle 18)si ritrovò di fronte l’amara sorpresa. Tutte le reliquie erano state numerate e inventariate. —
Luca Tronchetti
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