Attenzione
Recuperati dipinti e vasi per 2 milioni derubati da una casa
Tra i nove indagati accusati di aver svaligiato la dimora di un collezionista fiorentino c’è anche un lucchese Restituite le opere d’arte
FIRENZE. Sette importantissimi dipinti e tre vasi cinesi per un valore di 2 milioni di euro, rubati nel giugno 2015 dall’abitazione privata di un collezionista posta sui Lungarni di Firenze, sono tornati a casa. Tra i dipinti la tempera su tavola del XV secolo di Apollonio di Giovanni, raffigurante «Madonna col Bambino e quattro angeli musicanti», ma anche un quadro attribuito ad Andrea del Sarto raffigurante «Cristo Crocifisso con San Giovanni e la Maddalena», un fondo oro centinato di autore ignoto del XV secolo raffigurante «Madonna col Bambino e angeli», quattro dipinti di autore ignoto del XVI-XVII secoli, raffiguranti ritratti e scene mitologiche. Nei guai sono finite 9 persone residenti nelle province di Firenze, Prato, Pistoia, Lucca, Massa e Siena, che sono state tutte denunciate, a vario titolo, per furto e ricettazione. L’inchiesta del nucleo tutela patrimonio artistico dei carabinieri, unitamente ai militari del nucleo investigativo del reparto operativo del Comando Provinciale carabinieri di Firenze, si era soffermata su un’anomalia: l’immagine di uno dei dipinti trafugati proposta sul mercato nei giorni precedenti al furto. Nell’abitazione non c’erano segni di effrazione e la refurtiva risultava essere selezionata tra le molte altre opere sul posto. Inoltre nell’appartamento veniva rinvenuto un cofanetto contenente una lente d’ingrandimento utilizzata dai ladri per studiare le tele. I militari rivolgevano le proprie attenzioni sui soggetti che avevano ricevuto l’immagine dell’opera attraverso i social network prima della consumazione del furto. Le attività investigative consentivano di recuperare dalla memoria del telefonino di uno degli indagati 80 immagini raffiguranti le opere presenti nell’abitazione del derubato. Emergeva che a commettere il furto erano state persone che avevano avuto rapporti di lavoro con l’imprenditore. Un ristretto gruppo di persone molto vicine al professionista avevano costituito un sodalizio dedito al furto ed alla ricettazione di opere d’arte entrando in possesso delle chiavi dell’abitazione lasciate incustodite nell’autovettura aziendale dal derubato. —
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