Sicurezza
Il Serchio straripa al Ponte del Diavolo, statale del Brennero chiusa per ore
Acqua e fango invadono la carreggiata nella notte. La rabbia degli abitanti: «Tutte le volte è così, bisogna fare qualcosa»
Ci risiamo. Ancora una volta il fiume è esondato nei pressi del Ponte del Diavolo. Accade sempre così, ormai da tanti (troppi) anni. Il copione è lo stesso: nevica, la temperatura si alza, piove tanto per lunghe ore, la neve si scioglie, il Serchio e gli affluenti si ingrossano e quando l’acqua arriva a Borgo a Mozzano invade la statale del Brennero e le abitazioni che si trovano qui. Ormai sembrano rassegnati gli abitanti: di piene e di esondazioni ne hanno viste a decine.
Certo, qualche volta l’acqua è tanta altre volte è meno, però ogni volta la causa è la stessa. Ed anche il punto dove il fiume esonda è il medesimo. Qualche decina di metri dopo il ponte, dirigendosi in direzione di Chifenti, il muro che delimita la strada dal fiume ad un certo punto si interrompe ed inizia il guard-rail. Ecco, proprio qui l’acqua fuoriesce e porta con sé tanto fango che, puntualmente, entra nei piani terra delle abitazioni e delle attività commerciali presenti.
Luciano Giusti, che qui vive da sempre assieme alla mamma, anche questa volta ha fatto nottata. «Venerdì sera sono andato a letto dopo l’1.30 - racconta - Eravamo tutti a guardare il livello del fiume perché ci aspettavamo che da un momento all’altro esondasse. E purtroppo ancora una volta è avvenuto. Ormai qui ci siamo abituati, non riusciamo a capire come ancora oggi non siano riusciti a risolvere definitivamente questo problema. Abbiamo installato fuori dalla porta delle paratie che impediscono il più possibile all’acqua di entrare. Ai piani terra non ci teniamo più niente di importante, perché c’è il rischio che debba essere buttato via». In queste case adiacenti alla strada abitano una quindicina di persone. Operai, casalinghe, pensionati, giovani: tutti nella notte tra venerdì e sabato non hanno chiuso occhio e sabato mattina hanno dovuto fare la conta dei danni dopo aver liberato le proprie case dal fango e dall’acqua che questa volta ha raggiunto circa quaranta centimetri di altezza. Da anni, anzi da decenni, chiedono alle autorità competenti di intervenire ma poco è stato fatto. Gli accorgimenti presi non sono serviti.
Gino Graziani, del ristorante-pizzeria “Ponte del Diavolo” è amareggiato. «È dagli anni ’80 che sono qui - afferma - e di inondazioni ne ho visto una decina, ormai non le conto più. Il problema è che l’acqua non viene dal fiume ma dalla strada. Più avanti una volta c’era il muretto che divideva la strada dal fiume. Poi la strada fu allargata e il muro è stato sostituito dal guard-rail. Inoltre, la strada pende verso monte, dove sono le case. Sarebbe necessario che venisse asfaltata nuovamente invertendo la pendenza. ». Nei giorni scorsi sono stati effettuati dei lavori nel letto del fiume in modo da abbassare di qualche centimetro il suo livello. Però non sono serviti. Adesso cosa succederà? A chiederselo non sono solo i residenti ma anche tutti coloro che devono passare dal Brennero che anche ieri è stato chiuso all’altezza del Ponte Pari fino a che la strada non è stata completamente liberata dal fango e rimessa in sicurezza. —
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