Il Tirreno

Lucca

Accoglienza migranti 

Maxi risarcimento per 6 ex dipendenti di un’associazione

Gabriele Baldanzi

Hanno vinto la causa di lavoro al tribunale di Grosseto contro l’associazione Partecipazione e Sviluppo

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LUCCA. Centodiecimila euro di risarcimento, a cui andranno aggiunti i contributi Inps da conteggiare a parte (altre decine di migliaia di euro). È quanto spetta agli ex dipendenti di “Partecipazione e Sviluppo onlus”, associazione di Lucca per anni attiva anche a Grosseto come gestore di centri di accoglienza per migranti. Una causa di lavoro partita a Grosseto che va avanti dal 2016. I dipendenti interessati sono Valentina Fedeli, Nicoletta Fedeli, Susanna Elewa, Marco Mazzei, Marco Varesi e Giulia Ciresa. Per altri due dipendenti il giudice non ha riconosciuto il diritto.

Con la sentenza emessa dal giudice Giuseppe Grosso della sezione lavoro del tribunale di Grosseto vengono riconosciute le istanze di quei lavoratori che alla fine del 2015 vennero licenziati dall’associazione lucchese. Reclamavano alcune mensilità, ma soprattutto un inquadramento diverso rispetto alle effettive mansioni. Gli ex dipendenti, prima di giungere alla causa, effettuarono un paio di tentativi di mediazione sindacale. Il primo attraverso la Cgil di Grosseto; successivamente una conciliazione con la Direzione territoriale del lavoro per il riconoscimento di diritti messi in discussione. Nonostante la volontà di evitare strascichi giudiziari, ambedue gli incontro fallirono. L’associazione non intendeva riconoscere le ragioni avanzate dai lavoratori, che si trovarono costretti, con il sostegno dell’avvocato Alessandro Antichi e del suo studio, a intraprendere le vie legali.

I lavoratori, si erano rivolti al tribunale di Grosseto per ottenere un adeguato riconoscimento dell’attività svolta, da considerarsi a tutti gli effetti lavoro dipendente e non a progetto. Così, dopo una serie di udienze al tribunale, avviate nella primavera di tre anni fa, il giudice Grosso ha emesso la sentenza che in pratica condanna l’associazione Partecipazione e Sviluppo a restituire gli importi non percepiti dai dipendenti impiegati con contratti di lavoro atipici. Dipendenti che, secondo il giudizio, svolgevano attività lavorativa subordinata, per la quale la norma contrattuale prevede oneri retributivi e contributivi più elevati per il datore.

Oltre alla differenza retributiva agli ex dipendenti spetta un risarcimento che il giudice ha quantificato in 2,5 mensilità, a cui si andranno a sommare, sempre a carico di Partecipazione e Sviluppo, il versamento della differenza dei contributi previsti dal contratto che, nel caso di lavoro dipendente, sono maggiori rispetto ai contratti a progetto. Per la sola retribuzione e il risarcimento diretto agli ex lavoratori si profila un indennizzo di quasi 110 mila euro, ai quali si andranno ad aggiungere i contributi previdenziali dettagliati dalle norme contrattuali in vigore. Sono rimasti fuori da questo percorso due ricorrenti (Elia Di Pace e Consuelo Santi) che, pur avendo svolto attività per la gestione dei richiedenti asilo, per il giudice sono da ritenersi inquadrati nell’attività di volontariato. In provincia di Lucca Partecipazione e Sviluppo è seconda dietro So&Co per numero di migranti gestiti: circa 160. —

Gabriele Baldanzi



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