Il dolore
Sciopero e presidio ai cancelli dei lavoratori della Mcc Label
Problemi con la contrattazione di secondo livello dopo la vertenza delle Rsu L’azienda produce etichette di altissima qualità per il settore dei vini e dell’olio
CAPANNORI. Stato di agitazione alla Mcc Label (ex-Guidotti Centro Stampa) con sede a Capannori, importante azienda, già leader nel nostro paese, specializzata nella produzione di etichette di altissima qualità per il settore vini e liquori e per il mercato dell'olio di oliva a livello internazionale, da qualche anno entrata a fare parte della grande multinazionale americana. Il motivo del contendere è la vertenza sulla contrattazione di secondo livello avviata da Rsu e sindacati «visto il muro fatto dall'azienda alle richieste», scrivono in una nota le Rsu e Simone Tesi della Slc-Cgil.
I lavoratori ieri hanno incrociato le braccia.
«Siamo già al secondo sciopero articolato su più turni e la giornata, con tanto di presidio dei lavoratori di fronte ai cancelli. Il successo, evidenziato dal numero delle adesioni, testimonia un clima cambiato tra i dipendenti: molte le discussioni tra i lavoratori, dentro e fuori le assemblee, sulle aspettative comuni, l'indisponibilità ad accettare ancora altri no, da sempre espressi, ogni qualvolta veniva avanzata una richiesta, anche la più modesta, senza spiegazioni convincenti: ogni volta la risposta era in una crisi che veniva annunciata, in un calo di lavoro che saltava fuori, nella possibilità che ci potessero essere dei licenziamenti. E ogni volta si assisteva a investimenti sui macchinari, all'incremento del numero dei dipendenti».
Per i rappresentanti sindacali «non è possibile rifiutare sempre e comunque il tavolo sindacale, per una contrattazione aziendale che da sempre, ovunque, tiene insieme le esigenze delle aziende con le legittime aspettative delle maestranze di veder migliorata la propria condizione lavorativa e retributiva. La contrattazione aziendale non ha mai prodotto guasti, ha sempre portato dei benefici a entrambe le parti. Siamo determinati ad andare avanti perché il capitale umano non è solo una spesa, ma un fattore decisivo che le aziende devono avere interesse a far crescere e valorizzare. Questi scioperi portano con sé la richiesta di una risposta finalmente diversa». —
Nicola Nucci
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