Il Tirreno

Lucca

Lo sfregio alla memoria  

Vestiti da nazisti nel luogo dell’eccidio: la vicenda arriva in consiglio comunale

Vestiti da nazisti nel luogo dell’eccidio: la vicenda arriva in consiglio comunale

Parte l’interrogazione di Bianucci al sindaco Tambellini: «Un gesto oltraggioso, serve una forte condanna»

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LUCCA. «Al sindaco di Lucca chiedo se ha ricevuto dalle forze dell’ordine informazioni circa questo grave episodio, sui presunti addestramenti che si terrebbero in Lucchesia, lungo il tratto della “linea gotica” che attraversa la Brancoleria. E domando un gesto di condanna importante, su un comportamento oltraggioso nei confronti delle vittime delle SS».

Approda in consiglio comunale a Lucca la vicenda resa nota da un articolo del Tirreno di ieri, che vede tra i suoi protagonisti un giovane lucchese. Quest’ultimo, vestito da nazista con divise delle SS, ha partecipato a una “manifestazione” che si è tenuta il 27 gennaio, nella Giornata della memoria, a un chilometro da Cà di Berna, località di Lizzano in Belvedere, nel Bolognese: qui il 27 settembre 1944 le SS fucilarono 28 persone, comprese donne e bambini. Le foto della manifestazione sono poi state pubblicate sui social network.

A seguito della pubblicazione dell’articolo il capogruppo di “Sinistra con Tambellini”, Daniele Bianucci ha presentato un’apposita interrogazione al sindaco di Lucca. «Secondo la ricostruzione del giornale, il gruppo dei partecipanti alla manifestazione sarebbe in stretto contatto con l’ex terrorista nero Mario Tuti – ricorda, nella sua interrogazione, il consigliere Bianucci –. Inoltre, sempre secondo la fonte giornalistica, gli addestramenti per queste manifestazioni, si terrebbero sulla “linea gotica” di Brancoli, in Lucchesia. Su questa manifestazione, il consigliere regionale dell’Emilia Romagna Igor Taruffi ha presentato un’apposita interrogazione consiliare; che, vista la gravità dell’episodio, ho voluto riprendere e presentare al sindaco di Lucca, per una sua risposta. Secondo l’accurata ricostruzione del giornale non si tratterebbe affatto di una rievocazione storica, ma semmai di una manifestazione non autorizzata: e che, visti i contenuti oltraggiosi della stessa, è necessario condannare, evitando che fatti del genere tornino a ripetersi. Pertanto, con la mia interrogazione, al sindaco di Lucca ho domandato se ha ricevuto, dalle forze dell’ordine, informazioni circa questo grave episodio, e circa i presunti addestramenti che si terrebbero lungo il tratto della “linea gotica” che attraversa la Brancoleria. E ho chiesto una condanna forte dell’episodio: che, è il nostro auspicio, non si dovrà ripetere mai più».

Tra i cinque che hanno partecipato all’iniziativa del 27 gennaio ci sono due toscani, un livornese e un lucchese. Quest’ultimo risponde al nome di Daniele Pelosi, un diciottenne che fa parte della tifoseria nera della Lucchese. Il suo profilo social rivendica questo ruolo con un certo orgoglio. Come pure quello di "soldato politico". Sulla sua pagina Facebook c’è anche una foto con l’ex terrorista nero Mario Tuti, empolese classe 1946, condannato all’ergastolo per tre omicidi, ideatore della rivolta del carcere di Porto Azzurro, oggi in semilibertà. A novembre 2018 si è fatto ritrarre con i suoi giovani ammiratori. tra cui c’è proprio Daniele Pelosi.

Una vicenda inquietante sebbene i protagonisti dell’iniziativa del 27 sostengano che si sia trattato solo di una rievocazione storica senza sfondo politico. —

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