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Lucca

Distretto cartario, l’export vola: 132 milioni in più in nove mesi

Distretto cartario, l’export vola: 132 milioni in più in nove mesi

A trainare la crescita è la componente della meccanica, richiesta in Usa e Messico. Il calzaturiero di Lucca perde il 14,5% e arretra soprattutto nei mercati europei

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LUCCA. Esportazioni Toscana: il distretto cartario di Capannori secondo in Regione per le sue performance con una crescita di 132 milioni (+16,4%). Il calzaturiero di Lucca, invece, rallenta e perde il 14,5% di export.

CARTARIO SUL PODIO 

Nei primi nove mesi del 2018 le esportazioni distrettuali toscane hanno raggiunto un nuovo punto di massimo con un valore pari a 12 miliardi di euro che passa a 13,7 considerando anche il polo della farmaceutica: complessivamente più della metà delle vendite all’estero di prodotti toscani è legata a specializzazioni distrettuali. Dall’analisi del Monitor dei Distretti della Toscana, realizzato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo per Banca CR Firenze, si evince che tra i 18 distretti monitorati, il cartario di Capannori è secondo in termini di crescita (+132 milioni; +16,4%). «La crescita di oltre 130 milioni nelle esportazioni del distretto del Cartario di Capannori – si legge nel rapporto – è da imputare totalmente alla componente della meccanica; infatti a fronte di una stabilità nell’export di prodotti in carta, le vendite di macchinari per cartiere sono cresciute nei primi nove mesi del 2018 di oltre il 35% e hanno raggiunto il valore di 508 milioni, superando anche quello della carta che si è attestato a 430 milioni.

Anche nel dettaglio per i paesi di destinazione, si evidenzia il traino della meccanica con crescite significative verso Stati Uniti (+22 milioni; +45,7%), Messico (+34 milioni; +108,7%) e Spagna (+23 milioni; +137%) (Fig. 26). In riferimento al mercato dell’Indonesia è da sottolineare il recente avvio di produzione di 4 macchinari venduti da Toscotec ad Asia Pulp and Paper’s di Sumatra che rientrano all’interno di una commessa più ampia. Da evidenziare nel segno dell’attenzione all’innovazione e alla sostenibilità, il recente ingresso da parte di Lucart nel network Circular Economy 100 della Ellen MacArthur Foundation per accelerare la transizione verso questo paradigma, diventando così la terza realtà italiana a far parte della fondazione.

CALZATURIERO IN CALO 

Tra i distretti che non riescono a replicare i risultati di export del 2017 c’è anche quello delle Calzature di Lucca (-22 milioni; -14,5%). «Il distretto – si legge nel rapporto – arretra in particolare nei mercati europei come Francia (-6,4 milioni; -20,9%), Regno Unito (-3,7 milioni; -17,4%) e Germania (-5 milioni; -27,3%); in controtendenza le vendite verso gli Stati Uniti (+3 milioni; +17,4%). Andamento in crescita invece per il distretto delle Calzature di Lamporecchio che si rafforza negli Stati Uniti (+3,6 milioni; +19,2%), che si confermano primo mercato di destinazione, e verso la Svizzera (+4,5 milioni; +38,4%).

LUCCA CRESCE NELL'OLIO

Piccola parentesi relativa all’olio: le esportazioni di Olio toscano registrano un calo nel valore dei primi nove mesi di oltre 50 milioni (-9,7%), legato in particolare a una riduzione delle vendite verso gli Stati Uniti (Fig. 20). Dal punto di vista della bilancia commerciale, il distretto ha raggiunto nel periodo gennaio-settembre una sostanziale stabilità tra esportazioni e importazioni grazie al saldo attivo nelleprovince di Grosseto e Lucca che compensano il disavanzo generato nelle province di Firenze e Siena. Gli Stati Uniti restano comunque il primo mercato di riferimento del distretto e si confermano centrali nelle scelte di investimento degli operatori.

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