Il Tirreno

Lucca

kme BACCHETTA braccini 

«Cessione delle barre, una mossa strategica per lo sviluppo»

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barga. Toni forti da Kme verso il coordinatore nazionale Fiom Massimo Braccini, dopo le sue critiche in merito alla cessione del settore barre di ottone. «Braccini - dice Kme - mostra o una plateale ignoranza delle più elementari normative sindacali o il goffo tentativo di ricerca di visibilità anche a scapito della verità dei fatti. L’annuncio dell’azionista Intek Group relativo all’accordo raggiunto da Kme Ag per la cessione del business delle barre di ottone al gruppo cinese Zhejiang Hailiang Co. Ltd. è un passaggio coerente con il piano strategico annunciato dal Gruppo per una focalizzazione del suo portafoglio prodotti sui laminati di rame e leghe e su prodotti speciali».

«Tale strategia - spiega ulteriormente Kme - è confermata anche dall’accordo dello scorso luglio per l’acquisizione di Mkm, produttore tedesco di laminati in rame e leghe di rame. Comunque, facendo finta di credere alla buonafede delle affermazioni, così si smentiscono. In primo luogo non esiste alcuna cessazione di attività, nessuna modifica di attività, solo un cambio di azionariato per il rafforzamento dell’attività metallurgica. Per quanto riguarda la produzione di tubi nello stabilimento di Serravalle Scrivia, questi non fanno parte dell’operazione».

Altri punti che Kme sottolinea. «Gli impegni sindacali saranno rispettati dall’azienda anche con il nuovo azionista, nel rapporto tra azienda e sindacato non cambia niente, gli impegni presi rimangono validi: l’azienda non cambia, cambia l’azionariato. Le strategie di rafforzamento comunicate in sede di relazioni industriali non saranno modificate ma potenziate dalla presenza del nuovo azionista. Zhejiang Hailiang è uno dei gruppi industriali più grandi del settore in Cina ed estremo oriente; fortemente motivato a svilupparsi in Europa e soprattutto in Germania e Italia, primi consumatori di barre d’ottone». «Questi sono fatti evidenti - commenta Kme - che Braccini ignora o finge di ignorare per motivi inspiegabili se non con personali esigenze di visibilità. I lavoratori sanno benissimo come un cambio di configurazione dell’azionariato non può influire sugli accordi sindacali in essere o sui piani industriali presentati al Mise. Questa di reazione all’annuncio è venuta solo da Braccini e solo in Italia, al resto degli interessati in Europa è apparso subito evidente che l’ingresso del nuovo azionista è finalizzato a uno sviluppo dell’attività dei siti produttivi». Ieri il comitato La Libellula ha consegnato a l presidente del consiglio regionale Eugenio Giani 8.700 firme contro il pirogassificatore che Kme vuol costruire nel sito di Fornaci. —

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