Gioco
Tre nuove attività in Chiasso Barletti grazie ai contratti con cedolare secca
L’immobiliarista: «Con le tasse ridotte, i proprietari dei fondi hanno abbassato i prezzi. Dovrebbero fare tutti così»
Rosso Ramina, laboratorio e vendita di oggetti artistici in ceramica, ha deciso di rimanere in Chiasso Barletti. In febbraio qui aprirà i battenti Rose e merletti, franchising spagnolo di magliette. E in aprile, un altro fondo della via del centro storico che ha brillato di più nelle festività natalizie (quando è stato oggetto di un esperimento di rilancio: fondi ceduti dai proprietari per un mese a titolo gratuito) tornerà a illuminarsi: una ragazza lucchese vi aprirà un negozio di fiori. Altre trattative sono in corso per altri fondi.
«È riuscito molto bene l’esperimento avviato a Natale - spiega Paola Granucci, titolare dell’agenzia immobiliare Casamica in Chiasso Barletti e in via Vittorio Emanuele, che ha curato il rilancio della strada in collaborazione con l’amministrazione comunale -. Il paesaggio è cambiato in Chiasso Barletti: dopo l’esperienza di un mese fa è molto aumentato il passaggio di persone. Un’attività di quelle “in prova” nel mese di dicembre è rimasta. L’esperimento ha attratto molti imprenditori: adesso su 13 fondi in totale, sette sono occupati e dei sei vuoti, quattro-cinque sono prossimi a riempirsi».
L’incontro tra proprietari e imprenditori interessati ad aprire un’attività è stato facilitato, sottolinea Granucci, dall’introduzione della cedolare secca sugli affitti commerciali. «Alla prospettiva di uno sconto sulla tassazione - spiega l’immobiliarista - i proprietari dei fondi di Chiasso Barletti, strada per molti anni dimenticata, hanno abbassato i prezzi degli affitti, agevolando così la chiusura dei contratti. Credo che anche nel resto del centro storico i proprietari dei fondi sfitti dovrebbero operare con questo criterio».
«Se si riesce a entrare in questa ottica anche per piazza dell’Arancio, per il vicolo San Carlo, si portano i prezzi all’attuale valore di mercato, e si riporta ad avere interesse per il centro storico, soprattutto le attività lucchesi che hanno abbandonato il centro. Forse non tutti i proprietari sono al corrente dell’entrata in vigore della cedolare secca, non è una cosa da poco. Invece bisogna riportare l’attenzione sul centro storico: ad oggi i canoni sono troppo alti».
Secondo Granucci, il tessuto commerciale della città deve fare un’operazione inversa al lamentarsi per i pochi parcheggi o per i parcheggi troppo cari. «Bisogna educare la clientela a venire in centro - afferma -: i parcheggi ci sono. Se tutte le attività facessero una campagna per far venire persone in negozio, invece di stare sempre a lamentarsi, otterrebbero l’effetto opposto: la gente tornerebbe. La realtà è questa, bisogna farci i conti. Oltretutto i costi dei parcheggi a Lucca non sono alti». —
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