Il Tirreno

Lucca

carrara-nottolini-busdraghi 

Sul Treno della Memoria nel nome di un deportato

Sul Treno della Memoria nel nome di un deportato

Otto studenti lucchesi hanno partecipato al viaggio durato quattro giorni nei campi di sterminio di Auschwitz e Birkenau

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Prima di essere selezionati quali alunni meritevoli del viaggio-studio ad Auschwitz, hanno affrontato cinque incontri pomeridiani di due ore ciascuno, partecipato attivamente all’intero percorso formativo, approfondito le tematiche proposte, riflettuto in modo critico su quanto appreso e sottoposto, infine, il proprio elaborato alla valutazione dei docenti: sono Daiana Bartolini (5AA), Lorenzo Cusato (5RA), Gaia Mazzatenta (4RA), Tashim Mezi (4AB) e Nicholas Roffo (4AB) dell’Ite “F. Carrara”, Bertilotti Marco (5A) e Matteo Stefanelli (5A) dell’Ita “N. Brancoli Busdraghi” e Pietro Chiavacci (4T) dell’Itg “L. Nottolini”. Forti della partecipazione al corso “Razzismi di ieri e di oggi: il buon uso della memoria”, al quale si erano iscritti circa ottanta studenti, sono partiti da Firenze il 20 gennaio, accompagnati dall’insegnante Paola Raffaelli, per vivere quattro giorni intensi e indimenticabili che, al ritorno, hanno condiviso, grazie al proprio racconto, con chi era rimasto a scuola. Molteplici e spesso innovative le attività che, previste dal programma di viaggio, li hanno coinvolti: portare con sé e “custodire”, durante la visita guidata del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, il nome di una persona deportata e deceduta, raramente sopravvissuta, per poterlo pronunciare a voce alta, prima della cerimonia conclusiva, presso il Monumento internazionale alle vittime del nazifascismo; incontrare, al cinema Kijow di Cracovia, dopo un’introduzione storica del prof. Giovanni Gozzini dell’Università di Siena, testimoni quali Andra e Tatiana Bucci, internate ad Auschwitz-Birkenau ancora bambine, Silva Rusich, figlia di Sergio Rusich, deportato politico al lager di Flossenbürg ed esule istriano, e altri ma anche partecipare allo spettacolo di Enrico Fink “Le tre notti del ‘43” che offre un percorso in musica e parole attorno a uno degli episodi più inquietanti delle responsabilità italiane durante il fascismo. I ragazzi prepareranno un video e un servizio fotografico affinché ne possano disporre tutti quei coetanei che non hanno mai varcato i cancelli di Auschwitz. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini