Il Tirreno

Lucca

inchiesta full gasoline 

Processo Ascit, assolti dal giudice i dieci dipendenti

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CAPANNORI. Si è concluso ieri il procedimento penale a carico dei dipendenti dell’Ascit, l’azienda dei rifiuti, accusati di truffa aggravata ai danni della società: si sosteneva, da parte dell’accusa, che i dipendenti si fossero approvvigionati di gasolio per uso personale, facendo però risultare il rifornimento a carico dell’Ascit. L’indagine fu denominata “Full Gasoline” e condotta dai carabinieri di Lammari. La vicenda che ebbe una vasta eco mediatica. «Ma il processo – spiega l’avvocato Lodovica Giorgi, legale di alcuni degli imputati – ha rivelato come l’accusa fosse fondata su gambe di argilla. Domenico Landini, Vincenzo Sgueo, Pietro Giorgi, Pietro Paolo Lorenzetti e Roberto Pera, e gli altri con essi indagati (per un totale di dodici), furono così “esposti al pubblico ludibrio” per mesi e additati come truffatori persino nel corso di una riunione del consiglio comunale di Capannori. Domenico Landini è stato persino sottoposto persino a misura cautelare personale e costretto ad astenersi dallo svolgere attività lavorativa per tre mesi, con conseguente perdita di stipendio. Dopo due anni di indagini, sfociati in due patteggiamenti, e tre anni di processo a carico dei restanti dieci dipendenti Ascit, Domenico Landini, Vincenzo Sgueo, Pietro Giorgi, Pietro Paolo Lorenzetti, Roberto Pera, e tutti gli altri dipendenti Ascit, sono stati assolti dal giudice, Simone Silvestri, “perché il fatto non sussiste”. Al di là della soddisfazione per il ristabilimento della verità – spiega l’avvocato – resta impagabile il danno cagionato da accuse superficiali e frettolose, profondamente lesive della dignità ed onorabilità delle persone degli indagati».

Tra gli assolti ci sono anche Claudio Tomagnini , Riccardo Monacci , Domenico Meschi e Daniel Mencarini, difesi dall’avvocato Ilenia Vettori. «Insieme alla soddisfazione per l'esito, che certifica l'accertamento della verità e l'affermazione della innocenza di queste persone – sottolinea l'avvocato Vettori – rimane purtroppo la constatazione del danno, che investe diversi profili, che i dipendenti assolti hanno subito, unitamente alla lesione del loro onore e della loro dignità personale». Occorre sottolineare che gli imputati sono stati assolti con formula dubitativa (ex articolo 530 comma 2) utilizzata quando manca o è insufficiente la prova che il fatto sussista. —



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