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Lucca

la petizione 

Novemila firme per dire “no” all’inceneritore

Nicola Bellanova
Novemila firme per dire “no” all’inceneritore

Oggi il comitato La Libellula va in Regione a portare il risultato della raccolta durata due mesi. Depositerà anche le motivazioni della protesta

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barga. I numeri sono freddi e impietosi, nel decretare un verdetto popolare: nei due mesi di raccolta firme per dire no al pirogassificatore a Fornaci di Barga, il Comitato La Libellula ha raccolto 9mila firme, che saranno portate oggi (29 gennaio) al presidente della Regione Enrico Rossi, affinché ne tenga debito conto. È tutto pronto per la "spedizione" fiorentina, e nel pomeriggjo, alle 15.30 circa, tutti gli incartamenti saranno consegnati nella sede del palazzo della Regione Toscana a Firenze. Sono tante, 9000 firme raccolte in Valle del Serchio contro la costruzione del maxi-gassificatore Kme. Una sorta di referendum popolare, che ha visto il coinvolgimento attivo di tutti i volontari dei vari comitati, e l'adesione di molta gente residente fuori dal comprensorio della Valle. Il comitato la Libellula in questi mesi ha raccolto tantissime firme in grande maggioranza da residenti ma anche da turisti abituali e proprietari di immobili: «Vogliamo contrastare l’ennesimo tentativo di scempio di questa meravigliosa valle che fu definita dal Pascoli la “Valle del Bello e del Buono”, - affermano i responsabili-, un progetto che assesterebbe il colpo finale alla possibilità di uno sviluppo alternativo e sostenibile per tale territorio, unico nel suo genere, compreso tra due catene di monti, Alpi Apuane col Parco Regionale e Geoparco Unesco e Appennino col Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, Riseva di Biosfera-Unesco» . L’impianto viene contestato per i seguenti motivi: «perché l’incenerimento porta solo inquinamento aggravato dal fatto che questa è una valle chiusa con poco ricambio di aria; secondo per il motivo che nessuno può garantire sulla nostra salute. Proprio per questi motivi saremo a Firenze a manifestare il nostro dissenso direttamente al consiglio regionale, dimostrando che la Valle del Serchio vuole, a diritto, un futuro diverso, dove la salute dell’ambiente e degli abitanti siano al primo posto di ogni agenda politica». Adesso, col procedimento di valutazione di impatto ambientale in corso, la Regione dovrà tener conto della partecipazione popolare. Tra i firmatari ci sono molti sindaci della Valle, trasversali tra centrodestra e centrosinistra, a conferma che il tema unisce e divide anche la politica. —

Nicola Bellanova

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