Attenzione
Migranti sfruttati nella security dei concerti: 4 arresti
L’inchiesta coinvolge anche il maxi evento dei Rolling Stones a Lucca. Il patron D’Alessandro: «Mai avuto personale così Siamo estranei»
REGGIO EMILIA. C’è anche il concerto dei Rolling Stones, tenutosi al Campo Balilla il 23 settembre 2017, tra i grandi eventi in cui titolari di importanti società di sicurezza operanti in Italia utilizzano sfruttandoli i migranti sbarcati dalle coste libiche come profughi e richiedenti asilo. Logico che con questa attività illecita gli organizzatori del mega show dei Rollings Stones - così come quelli del concerto del primo luglio 2017 a Modena di Vasco Rossi a del 10 giugno 2017 a Milano dei Depeche Mode - non c’entrano nulla ed erano all’oscuro di tutti. Totalmente estranei alla vicenda. Come spiega Mimmo D'Alessandro, direttore artistico del Summer Festival, nella cui edizione 2017 rientrò il "concertone" dei Rolling Stones . «La nostra società da oltre vent'anni si serve di una società milanese, la Pry, per i servizi di vigilanza - spiega il promoter -. Sono loro a portare il personale ai nostri concerti. La notizia del presunto utilizzo di migranti come vigilantes mi giunge nuova. Ai nostri eventi non abbiamo mai preso personale di questo tipo». Stando ai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale di Reggio Emilia con quelli dell’ispettorato del lavoro i titolari delle due importanti società emiliane - un modenese di 38 anni e un bolognese di 63 anni, entrambi finiti in carcere - pagavano i migranti solo 6 euro all'ora e li costringevano a lavorare anche per 15 ore consecutive. Con i due imprenditori, a cui è stato interdetto l’esercizio dell’attività, sono finiti dietro le sbarre due persone campane, madre cinquantenne e figlio trentenne, gravate da precedenti di polizia e che avevano base a Reggio Emilia.
LE ACCUSE
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, con falsi decreti prefettizi i membri della gang utilizzavano profughi richiedenti asilo per gestire la sicurezza di grandi eventi musicali. Spesso, secondo l'accusa, veniva offerto loro un secondo servizio per recuperare la paga quando non veniva corrisposta. Nell’inchiesta Security Danger sono ancora in corso perquisizioni domiciliari e societarie. Al momento i carabinieri hanno accertato che i due imprenditori arrestati, attraverso una ditta falsamente operante nel settore del portierato e con la complicità delle due società di sicurezza titolari di contratti di appalto e subappalto stipulati con organizzatori di eventi, avevano reclutato un centinaio di persone sbarcate in Italia da pochi mesi dopo essere state salvate in mare oltre a nomadi e persone con precedenti di polizia privi di alcun titolo autorizzatorio dotandoli, a poche ore dagli eventi musicali, di tesserini di riconoscimento con la scritta “Prefettura di Napoli” falsamente attestanti la certificazione di addetti alla sicurezza e solo all’inizio degli spettacoli incollavano le fototessere degli interessati. Così svolgevano il filtraggio del pubblico, il controllo degli effetti personali e dei biglietti oltre alla vigilanza degli ingressi riservati all’accesso delle forze dell’ordine e dei mezzi di soccorso. —
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