Il Tirreno

Lucca

Falsa testimonianza: amante condannato

Luca Tronchetti
Falsa testimonianza: amante condannato

Al giudice civile sostiene che la donna era già separata. Ma l’investigatore privato dell’ex coniuge scopre l’adulterio

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LUCCA. La forte passione verso una giovane donna insoddisfatta del matrimonio lo porta a raccontare al giudice una bugia smentita nei fatti dall’ex coniuge dell’amata. E alla fine si trova condannato in sede penale a un anno e mezzo di reclusione (pena sospesa) per falsa testimonianza. Nei guai finisce un cinquantacinquenne impiegato pubblico della Lucchesia che, nel maldestro tentativo di salvaguardare l’assegno di mantenimento e i diritti successori e legati all’eventuale pensione di reversibilità della sua giovane compagna, racconta una balla al giudice civile durante lo svolgimento della causa di separazione. Nel corso del processo infatti il quarantenne marito chiede l’«addebito della separazione» (sino al 1975, con la riforma del diritto di famiglia, era «separazione per colpa») alla trentacinquenne consorte in considerazione del comportamento contrario ai doveri che derivano dal matrimonio e in particolare all’obbligo reciproco di fedeltà.

INVESTIGATORE PRIVATO
La fine di quel matrimonio risale al 2014 e in considerazione alla richiesta del marito il giudice deve accertare rigorosamente la sussistenza di un nesso di causalità tra i comportamenti addebitabili e il determinarsi dell’intollerabilità della convivenza. Così decide di sentire l’impiegato cinquantacinquenne che ha intrecciato una relazione extraconiugale con la giovane donna che poi ha portato la fine del matrimonio con il coniuge quarantenne. L’impiegato racconta al giudice che il rapporto con la giovane donna era iniziato soltanto dopo l’abbandono del tetto coniugale e quindi la fine della convivenza con l’ex marito. Non sa che la controparte ha in serbo una sorpresa che non lascia spazio all’immaginazione. Sospettando del tradimento della moglie l’aveva fatta seguire da un investigatore privato. E il detective ha le prove dell’infedeltà ante separazione. Foto rubate della relazione tra l’impiegato e la giovane donne. Una circostanza decisamente influente ai fini della separazione che condanna la donna alle spese processuali sostenute, alla perdita del diritto dell’assegno di mantenimento e dei diritti successori.

FALSA TESTIMONIANZA
A quel punto il giudice civile chiede l’incriminazione dell’amante a livello penale per falsa testimonianza. E il giudice Gerardo Boragine condanna l’impiegato a 16 mesi di reclusione con i benefici di legge. —
 

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