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Migranti sfruttati come vigilantes a grandi concerti: secondo l'accusa anche quello degli Stones
Un'operazione dei carabinieri di Reggio Emilia. Il direttore del Summer D'Alessandro: "Totalmente estraneo. Noi ci serviamo di una società milanese del settore"
LUCCA. I reati contestati sono pesanti: con falsi decreti prefettizi utilizzavano profughi richiedenti asilo per gestire la sicurezza di grandi eventi musicali, tra cui i concerti dei Rolling Stones e di Vasco Rossi. Li pagavano 6 euro l'ora e li costringevano a lavorare anche 15 ore consecutive. Spesso, poi, non veniva nemmeno corrisposta la paga, offrendo loro un secondo servizio per recuperare la prima somma. Con queste accuse i carabinieri di Reggio Emilia nelle scorse ore hanno eseguito 4 ordinanze cautelari.
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Il blitz dell'operazione denominata Security Danger è stato portato avanti con il nucleo carabinieri ispettorato del lavoro, su richiesta del sostituto procuratore Valentina Salvi; si contestano i reati di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro e false attestazione a pubblico ufficiale. Sono ancora in corso perquisizioni domiciliari e societarie.
Nei guai, al momento, sono finiti un 38enne modenese e un 63enne abitante a Bologna, titolari di due importanti società di sicurezza operanti sul territorio nazionale, a cui è stato interdetto l'esercizio di attività imprenditoriali, nonché di due pregiudicati campani con base nel reggiano, il 30enne Damiano Leone e la madre 50enne Franca Ceglia finiti in carcere. Nel corso delle indagini i carabinieri reggiani hanno monitorato numerosi grandi eventi nel 2017, tra i quali il concerto dei Guns'N Roses di Imola del 10 giugno, dei Depeche Mode di Milano del 28 giugno, di Vasco Rossi di Modena dell'1 luglio, di David Guetta di Padova del 28 luglio e dei Rolling Stones di Lucca del 23 settembre 2017.
Contattato dal Tirreno, Mimmo D'Alessandro, direttore artistico del Summer Festival di Lucca, nella cui edizione 2017 rientrò il "concertone" dei Rolling Stones del 23 settembre, prende le distanze dalla vicenda giudiziaria. "La nostra società da oltre vent'anni si serve di una società milanese, la Pry, per i servizi di vigilanza. Sono loro a portare il personale ai nostri concerti. La notizia del presunto utilizzo di migranti come vigilantes mi giunge nuova. Ai nostri eventi non abbiamo mai avuto personale di questo tipo".
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