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Infinity Tissue, i dipendenti difendono l’azienda e il titolare

I lavoratori della ditta di meccanica si schierano a difesa dell’amministratore: la dilazione dello stipendio dovuta al ritardo nei pagamenti da parte di un cliente 

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LUCCA. «No, quell’articolo non c’è piaciuto perché non rispecchia la realtà della nostra azienda e il rapporto di lealtà e fiducia che ci lega al nostro titolare Domenico Lombardi». È questa, in sintesi, la considerazione che una delegazione della Infinity Tissue, azienda di meccanica per conto terzi con sede a Massa e Cozzile, è venuta a esprimere ieri nella redazione del Tirreno di Lucca a seguito di un articolo pubblicato sabato dal giornale, in cui si dava conto di alcuni ritardi nel pagamento degli stipendi ai dipendenti, alcuni dei quali impiegati in aziende della Piana. Problemi segnalati al giornale da un lavoratore che ha preferito rimanere anonimo e successivamente confermati al Tirreno da un sindacato.

La questione, però, ha toccati sul vivo molti dipendenti che hanno giustamente voluto dire la loro su questa vicenda, con una visita alla redazione e una nota scritta in cui ribadiscono alcuni concetti. Eccoli: «Scriviamo a seguito dell’articolo uscito sabato sulla cronaca di Lucca e Pistoia dal titolo: “La ditta non li paga ma fa investimenti”. In primo luogo teniamo a precisare che l’azienda Infinity Tissue ha sempre pagato regolarmente gli stipendi ad eccezione di quello di dicembre 2018. Per altro precisiamo che l’azienda nella persona del suo titolare ha comunicato il motivo di questo breve ritardo, ovvero il pagamento che deve ancora arrivare di una fattura di circa 300mila euro da parte di un cliente. Teniamo altresì a precisare che nessuno dei 52 nomi sottoscritti è stato contatto in merito ai fatti riferiti dall’articolo. Il dipendente anonimo ha quindi parlato a titolo personale senza alcun potere di rappresentanza. Evidenziamo che un articolo del genere può solo nuocere all’azienda per cui lavoriamo e mettere a rischio il nostro posto di lavoro. Per cui da oggi siamo in guerra ma nei confronti di chi ha diffuso queste notizie. In conclusione ribadiamo la nostra assoluta fiducia nell’operato dell’azienda e del suo amministratore, il signor Domenico Lombardi che gode della nostra piena stima e fiducia».

Seguono i nomi di cinquantadue dipendenti dell’azienda: Luca Bendinelli; Giuseppe Bessio; Emanuele Biundo; Giuseppe Biundo; Grazio Biundo; Brahim Bouallali; Antonino Briffi; Benedetto Cafa; Marco Calandra; Filipo Chilo; Francesco Chiti; Claudio Ciardelli; Juri Cogilli; Francesco Coltelli; Lorenzo Coppi; Alessandro Decorato; Rocco De Blasi; Pasquale Di Dio; Emanuela Diana; Andrea Diara; Marius Dutu; Astrid Elstner; Gino Fanelli; Angelica Fausciana; Daniele Gaggini; Emanuele Giudice; Ignazio Italiano; Armelle Jacquemin; Stefano Lazzareschi; Giovanni Lombardi; Matteo Magurno; Mirko Massi; Massei Roger; Giuseppe Monachella; Loris Monachella; Marsel Monachella; Simone Monachella; Roberto Monti; Federico Morello; Lorenzo Natali; Giulio Orlandi; Cristian Parlapiano; Silvio Pupi; Franco Savino; Angelo Savone; Simona Scepi; Andrea Scuvera; Sicali Vincenzo; Nicola Siveri; Giuseppe Timpano; Antonella Volpi; Mahdi Zeraidi; Manuele Demichelis. —

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