Sicurezza
Raffica di ricorsi dopo i licenziamenti di chi faceva la “cresta”
lucca. Nelle prossime settimane, una parte degli autisti licenziati dalla Ctt Nord lo scorso ottobre presenterà un ricorso per chiedere l’annullamento del provvedimento di destituzione e il reintegro nell’azienda che gestisce il servizio di trasporto pubblico locale su gomma nelle province di Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara.
I conducenti si oppongono alla scelta della società che ha deciso di licenziare otto autisti al termine della lunga indagine interna che ha accertato diverse irregolarità nella vendita dei titoli di viaggio a bordo degli autobus. Un modus operandi che secondo l’azienda avrebbe procurato un vantaggio economico per i conducenti e un danno per le casse della società attraverso la cessione di biglietti delle tratte urbane su percorsi extraurbani (la contrattazione interna riconosce ai conducenti un compenso per ogni singolo biglietto venduto, più alto per le tratte urbane, più basso per i collegamenti extraurbani). I ricorrenti chiedono di valutare la presunta disparità di trattamento tra i lavoratori destituiti e gli altri 70 autisti coinvolti nell’indagine, tutti impiegati nei bacini di Pisa e Pontedera, per i quali la società di trasporto ha applicato “solo” dei provvedimenti disciplinari (demansionamenti e trasferimenti) e l'assenza della condotta contestata.
La scorsa settimana i giudici della sezione lavoro del Tribunale di Pisa hanno intanto respinto il primo ricorso presentato in via d’urgenza da uno dei conducenti licenziati, riconoscendo la legittimità del provvedimento. Il Tribunale ha ritenuto valido il licenziamento anche in assenza del “consiglio di disciplina”, l’organo previsto dal Regio Decreto numero 148 del 1931, formato da tre rappresentanti dell’azienda, da tre rappresentanti dei lavoratori e un presidente scelto tra i giudici in pensione, istituito per una «corretta gestione dei procedimenti disciplinari nelle aziende del settore autoferrotranviere». Il consiglio avrebbe dovuto valutare la decisione assunta dall’azienda, ma durante la causa sarebbe emersa la mancata volontà della società di costituirlo. Alla decisione del Tribunale sarà presentata opposizione, insieme ad altri cinque ricorsi che puntano all’annullamento dei provvedimenti di licenziamento. —D.R.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RIS
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