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Lucchese, denunciata società di broker per truffa sulla polizza fideiussoria Fidimed
Lunedì di fronte al procuratore della Figc il club si difenderà in relazione al mancato rispetto del termine perentorio
LUCCA. La Lucchese è convocata per lunedì alle 14,30 negli uffici romani dal procuratore generale della Figc - l’ex questore di Roma, Giuseppe Pecoraro - per essere sentita e difendersi dall’accusa di violazione dei doveri di lealtà, probità e correttezza per non aver sostituito, in due circostanze differenti e nei rispettivi termini stabiliti, la garanzia fideiussoria prima rilasciata dalla società Finword Spa. Prima in sede di ammissione alla C e poi non avendo effettuato ricorso per la validità di Finword, ma subito una truffa, aver presentato Cig Pannonia oltre il termine perentorio stabilito nel 28 settembre dal commissario straordinario Roberto Fabbricini (attraverso il comunicato ufficiale Figc del 30 agosto 2018) ed entro il termine perentorio stabilito il 17 gennaio dalla sentenza della Corte d’Appello Federale (emessa in data 7 gennaio) in seguito ai ricorsi a cui si erano opposte in giudizio Pro Piacenza, Matera, Cuneo e Reggina. A rispondere della violazione sono chiamati i due amministratori legali e rappresentanti pro-tempore dell’As Lucchese Libertas 1905 alle date indicate: Carlo Bini prima del 28 dicembre 2018 e quindi in relazione alle decisioni prese dal commissario straordinario, Umberto Ottaviani dopo il 28 dicembre e quindi in relazione alle decisioni prese dalla Corte d’Appello Federale il 7 gennaio.
I RISCHI della Lucchese
Per la procura federale le condotte della Lucchese configurano l’ipotesi di violazioni recidive nell’ambito dell’articolo 21 del codice di giustizia sportivo appartenenti alla sfera gestionale ed economico-finanziaria. La società rischia sanzioni che vanno dall’obbligo di disputare una o più gare a porte alla squalifica del campo a tempo determinato sino a un massimo di due anni, alla penalizzazione di 8 punti (stando al comunicato del 30 agosto) all’esclusione.
LA DIFESA DELLA LUCCHESE
Nella memoria difensiva già inviata balza agli occhi un elemento mai emerso: la denuncia per truffa - presentata ai carabinieri di Lucca Centro dal legale della società, Luca Cantini - perpetrata ai danni della Lucchese in data antecedente al termine del 28 settembre. Un consulente finanziario di una società di broker di Spoleto, a cui era stato conferito il mandato per l’istruttoria di una polizza (la Fidimed di Palermo) riconosciuta valida dalla Lega Pro e dalla Co.Vi.Soc., invece di depositare la polizza fideiussoria si impossessa del premio assicurativo e della consulenza per un importo di 23mila euro. In buona sostanza quel bonifico «urgente Bir» datato 26 settembre non giunge a destinazione. Si legge nella memoria: «Soltanto in tarda serata del 28 settembre, dopo innumerevoli solleciti, la Lucchese apprende che la polizza Fidimed non è stata emessa e viene proposta in alternativa dall’AS Brokers una bozza di altra compagnia che il rappresentante legale della società di intermediazione finanziaria, di propria iniziativa per mitigare le conseguenze del comportamento del dipendente, invia in Lega con propria Pec e a nome della Lucchese». La Lucchese ha inviato alla procura federale Pec con tutti gli allegati inoltrati il 28 settembre per evidenziare nei termini l’impossibilità di presentare la polizza per la truffa subita. Dal punto di vista penale la denuncia, pervenuta un paio di mesi dopo i fatti e comunque nei termini, è stata trasmessa dai carabinieri alla procura.
DISPUTA SULLA PANNONIA
La Lucchese il 17 ottobre presenta in Lega la polizza Cig Pannonia. L’avvocato Chiara Faggi, legale e vice segretario di Lega, manifesta l’incompetenza decisionale della Lega stessa: «Tutta la documentazione fornita - dice - è stata inviata ad esperti che possano dare un riscontro circa i requisiti previsti». Ma sulla reale validità Cig Pannonia qual’è il parere Co.Vi.So.C.? Il segretario Casamassima risponde : «Non rientra tra i compiti istituzionali del nostro organo fornire pareri». E nel deferimento la Co.Vi.So.C. ritiene intempestivo l’adempimento e sulla Cig Pannonia riferisce testualmente: «Parrebbe carente di un rating conforme alle disposizioni federali». Quindi non si tratterebbe come riportato dal presidente di serie C, «una polizza priva di rating». Nella sua difesa la Lucchese sostiene essere «incomprensibile un periodo di silenzio di oltre 3 mesi di tutti gli organi del sistema calcio sulla validità della polizza presentata tardivamente in sostituzione di Finword, ma giustificatamente nei termini per documentare la truffa subita». —
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