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La ditta non li paga ma fa investimenti

Gianni Parrini
Operaio al lavoro in una cartiera (foto archivio)
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Operaio al lavoro in una cartiera (foto archivio)

Ottanta dipendenti di una azienda di meccanica sul piede di guerra: «Da novembre prendiamo solo piccoli acconti»

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LUCCA. Loro non riscuotono, uno stipendio pieno da mesi mentre l’azienda tira fuori oltre un milione di euro per comprarsi i locali storici del Kursaal di Montecatini, che proprio stasera riapre con un opening party del Twiga. . Questa la vicenda che coinvolge gli oltre 80 lavoratori della Infinity Tissue Solution Italia srl, società che si occupa di lavori di meccanica per conto terzi con sede a Massa e Cozzile. Circa la metà dei lavoratori dell’azienda, per lo più elettricisti e meccanici, sono impegnati quotidianamente nelle aziende della Piana (Gambini, Perini, Fosberg, e altre) e molti di loro sono proprio lucchesi.

«Da mesi non riceviamo buste paga complete – dice un dipendente che preferisce rimanere anonimo – Il titolare ci ha dato solo un acconto di 400 euro a novembre e di 500 a dicembre. Ovviamente niente tredicesima. Non è una novità assoluta: anche in passato c’erano stati ritardi di mesi nel pagamento degli stipendi. L’azienda ha cambiato nome (prima si chiamava Montaggi industriali), ma la situazione è rimasta identica: niente mensilità piena e puntuale. La cosa che più ci ha fatto arrabbiare – prosegue il lavoratore – è stata scoprire che, a marzo scorso, mentre noi non riscuotevamo, la società ha sborsato circa un milione e 300mila euro per acquistare dalla società Monaco la parte storica del Kursaal di Montecatini, quella che si affaccia su corso Roma e dove un tempo sorgeva una sala giochi. Tra l’altro sabato sera c’è la serata di festa per la riapertura del locale (gestito da società che non hanno niente a che vedere con Infinity Tissue, esclusivamente proprietaria del fondo, ndr). Quando lo abbiamo scoperto siamo andati su tutte le furie ma il titolare ripete che pagherà anche se ormai non risponde più al telefono». In effetti anche il Tirreno non ha avuto fortuna con il cellulare del signor Domenico Lombardi, la persona che ci è stata indicata come responsabile e che sul profilo Linkedin si qualifica come amministratore della Infinity Tissue srl.

Della vicenda ovviamente sono al corrente i sindacati di Pistoia ma anche quelli della Lucchesia. «Sì – conferma Mauro Rossi della Fiom Cgil lucchese – Tramite i nostri delegati nella rsu della Gambini siamo entrati in contatto con i lavoratori, oltre 30, della Infinity Tissue che prestano servizio in azienda. Abbiamo chiesto alla direzione della Gambini l’agibilità sindacale per organizzare un’assemblea con questi lavoratori: c’è la disponibilità ad affrontare la questione, nonostante la Gambini non c’entri niente in questa faccenda. Le cose stanno come hanno raccontato gli operai: gli stipendi non vengono pagati, arrivano solo piccoli acconti e tenete presente che si tratta di lavoratori qualificati mandati in giro per le aziende e con spese ulteriori. Le soluzioni? Insieme ai colleghi di Pistoia stiamo cercando di aprire un tavolo con l’amministratore per trovare una soluzione. Qualora non ci riuscissimo, si potrebbe chiedere all’azienda committente di far fronte. In pratica, la Gambini, la Fosberg e tutte le altre società che impiegano personale della ditta di Massa e Cozzile, potrebbero corrispondere i soldi direttamente ai lavoratori invece di mandarli alla Infinity Tissue». —

Gianni Parrini

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